Il Comune rilancia il protocollo sottoscritto in Prefettura nel 2025 e chiama a raccolta bar, ristoranti, stabilimenti e locali di intrattenimento. Adesione volontaria, collaborazione con le forze dell’ordine e un codice di condotta per i clienti
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Il Comune di Tropea punta a trasformare in uno strumento operativo il protocollo sulla sicurezza nei locali pubblici sottoscritto nel luglio 2025 in Prefettura. L’Amministrazione ha pubblicato un avviso rivolto agli esercenti e annuncia l’organizzazione di un tavolo tecnico con operatori, Prefettura e Questura per illustrare modalità di adesione, obblighi e vantaggi previsti dall’intesa.
Il protocollo, firmato il 22 luglio 2025, coinvolge la Prefettura di Vibo Valentia, la Provincia, diversi Comuni del territorio – tra cui Tropea – e le associazioni di categoria Camera di Commercio, Fipe Confcommercio, Silb Confcommercio e Confesercenti. L'obiettivo è costruire un sistema di collaborazione tra attività economiche e istituzioni per prevenire episodi di illegalità e situazioni di pericolo all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici.
La platea è ampia: bar, ristoranti, stabilimenti balneari, strutture ricettive, locali di intrattenimento, sale da gioco e attività miste. L’adesione dei singoli esercenti è volontaria, ma non è aperta indistintamente a tutti. Il protocollo la riserva agli operatori considerati “virtuosi”: tra i requisiti, per esempio, figura l’assenza negli ultimi 36 mesi di provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e di altre misure che possano mettere in discussione l’affidabilità dell’attività sotto il profilo della pubblica sicurezza.
Videosorveglianza, illuminazione e segnalazioni alle forze dell’ordine
Chi aderisce assume una serie di impegni. Tra questi figurano la collaborazione con le Forze di polizia, l’adozione di sistemi di videosorveglianza, nei casi e con le modalità previste, la corretta illuminazione delle aree interessate dall’attività e il rispetto delle norme sulla somministrazione di alcolici e sull’occupazione del suolo pubblico. Le telecamere, in particolare, devono consentire di riprendere accessi e uscite di sicurezza e le immagini devono essere messe rapidamente a disposizione delle forze dell’ordine quando richiesto. Il protocollo contempla anche la possibilità di collegare, d’intesa con i Comuni, gli impianti privati con le piattaforme comunali di videosorveglianza, laddove compatibili.
Particolare attenzione viene riservata ai minori e al rispetto dei divieti relativi alla vendita di alcolici e all’accesso agli apparecchi da gioco. Agli esercenti viene inoltre chiesto di segnalare tempestivamente situazioni potenzialmente critiche, dagli eventi capaci di richiamare grandi quantità di persone fino a circostanze che possano generare problemi per l’ordine pubblico.
Un capitolo specifico riguarda i locali nei quali si svolgono spettacoli e intrattenimenti. Per queste attività il protocollo prevede, tra le altre misure, l’individuazione di un «referente della sicurezza per il locale», il cui nominativo deve essere comunicato alla Questura e alla Prefettura. Sarà il punto di contatto con le forze dell’ordine anche in occasione di eventi con un afflusso rilevante di persone. I gestori, attraverso queste figure, potranno inoltre svolgere un ruolo di segnalazione rispetto a manifestazioni e spettacoli abusivi.
Il codice di condotta per i clienti
Tra gli strumenti previsti c’è anche un Codice di condotta dell’avventore, che deve essere esposto all’interno del locale e pubblicizzato anche sul sito dell’attività. Le regole vietano, tra l’altro, l’introduzione di armi improprie, sostanze stupefacenti e alcolici provenienti dall’esterno, l’utilizzo di spray urticanti, il danneggiamento dei dispositivi antincendio, l’ostruzione delle uscite di sicurezza, l’abbandono di bottiglie e rifiuti e i comportamenti molesti o capaci di disturbare la quiete pubblica. La violazione del codice può costituire motivo per il rifiuto della prestazione da parte dell’esercente.
Il “premio” per chi rispetta le regole
Uno degli aspetti sui quali insiste maggiormente l’avviso del Comune riguarda i meccanismi premiali. L’adesione al protocollo non mette naturalmente al riparo da eventuali provvedimenti, ma diventa un elemento che il Questore è chiamato a valutare qualora si verifichino episodi rilevanti per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il documento stabilisce infatti che il rispetto puntuale degli impegni assunti contribuisce ad accrescere l’affidabilità dell’operatore. Se il gestore ha adottato correttamente le misure preventive previste e ha collaborato con le istituzioni, l’eventuale applicazione dell’articolo 100 del Tulps – che consente la sospensione della licenza e, nei casi previsti, la revoca – richiede una valutazione rafforzata delle ragioni che rendono comunque necessario il provvedimento.
È su questo equilibrio tra responsabilizzazione e tutela degli operatori che il Comune vuole ora puntare. In una località come Tropea, dove nei mesi estivi la popolazione cresce enormemente e locali, ristoranti, stabilimenti e attività ricettive sono sottoposti a una pressione particolare, l’obiettivo dichiarato è costruire un modello di sicurezza partecipata, nel quale esercenti e istituzioni collaborino prima che si verifichino situazioni critiche.
L’Amministrazione ha quindi annunciato una campagna di informazione e sensibilizzazione e la convocazione, non appena arriveranno le disponibilità delle autorità coinvolte, di un tavolo tecnico con gli operatori, la Prefettura e la Questura di Vibo Valentia. In quella sede saranno illustrate nel dettaglio le procedure per aderire al protocollo, che ha durata biennale e prevede il rinnovo automatico salvo diversa volontà delle parti.

