VIDEO – Il lotto Superamento del Colle Scornari, nel Vibonese, immette sulla provinciale n. 53 Vazzano-Vallelonga, chiusa al traffico per un cedimento dal 18 marzo scorso. Cresce l’insofferenza dei sindaci delle Serre: «Sempre più isolati, ora provvedimenti concreti»
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«Mi fa piacere essere qui oggi lontano da elezioni. Perché l’Italia è il Paese dove sotto elezioni tutti arrivano a tagliare i nastri, poi peccato che le strade non siano finite». Così parlava, il 5 maggio scorso, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, dal podio piazzato sull’asfalto nuovo di zecca dell’ultimo lotto della Trasversale delle Serre aperto al traffico, il cosiddetto Superamento del Colle Scornari, nel territorio di Vazzano, entroterra vibonese: 1 chilometro e mezzo di strada targato Anas, con una galleria artificiale di 370 metri. Un’opera da 27,5 milioni di euro.
Quelle parole, alla luce delle condizioni della viabilità circostante, assumono sempre più un tono beffardo, se non quello di un vero e proprio autogol per il ministro che, come ha sottolineato nel suo intervento, ha fortemente voluto mettere il sigillo ad un’opera attesa da 60 anni, ribadendo di aver sbloccato circa mezzo miliardo di euro per il completamento dell’intera Trasversale.
«Peccato che le strade non siano finite» aveva detto. E come dargli torto. Lo stesso lotto inaugurato il 5 maggio, per quanto utile a bypassare circa 6 chilometri di strada tortuosa e malmessa, si immette proprio su… una strada chiusa. Assodato che sul lotto seguente, il “Superamento del cimitero di Vazzano”, la chiusura del cantiere è prevista per il prossimo autunno, la vera nota dolente è oggi rappresentata dal tratto Vazzano-Vallelonga, strada provinciale n. 53: 6,9 chilometri lungo i quali, per ora, è stata delimitata la sola area di cantiere.
È questo, per ammissione della stessa Anas, il lotto più atteso: un intervento da 262 milioni di euro per il quale, pochi giorni fa, sono stati consegnati i lavori alle ditte appaltatrici. Ad oggi però quella strada è chiusa al traffico con ordinanza della Provincia di Vibo Valentia per un cedimento dell’asse viario. In tanti la imboccano comunque percorrendo, a proprio rischio e pericolo, un tracciato alternativo che scavalca il tratto ceduto, inerpicandosi su un ripido crinale. E qui l’attenzione si sposta sulla Provincia di Vibo, dalla quale si attende un intervento dal 18 marzo scorso, giorno dell’ordinanza di chiusura.
Chissà se il ministro sa che quel nastro tagliato la scorsa settimana ha aperto il traffico verso una strada chiusa da quasi due mesi. Di sicuro gli saranno fischiate le orecchie per i tanti che lo hanno nominato in questi giorni. Come l’Associazione imprenditori Sii - Serre impresa e innovazione, che in una lettera indirizzata al presidente L’Andolina ha giustamente parlato di «un valico aperto verso il nulla, o meglio verso il disastro».
O come i sindaci dell’entroterra, le cui chat in questi giorni ribollono per una situazione ormai percepita come insostenibile. Nel mirino c’è soprattutto l’ente provinciale. «C’è una popolazione che chiede disperatamente delle strade e collegamenti idonei per poter vivere una vita dignitosa», reclamava la sindaca di Brognaturo, Rossana Tassone, dal Colle Scornari nel giorno dell’inaugurazione salviniana. «Siamo isolati completamente e credo che uno sforzo in più si debba fare perché questa Provincia è completamente assente» aggiungeva.
E cresce l’attesa anche per l’assemblea convocata a Capistrano dal sindaco Marco Martino, che batte da settimane per un intervento di ripristino della provinciale n. 47 verso San Nicola da Crissa, chiusa dopo i danni del maltempo. Per venerdì 15 maggio ha mobilitato tutti i colleghi del circondario, preannunciando azioni eclatanti. «O arriveranno provvedimenti concreti o saremo noi a intraprendere misure drastiche», assicura.





