L’inchiesta sulla “bomba d’amore” piazzata sotto casa di Sigfrido Ranucci si trasforma anche in un intricato giallo sentimentale. L’ex compagna di Valter Lavitola vuole parlare con i pm dopo avere scoperto un’altra donna, mentre gli investigatori cercano di ricostruire chat e messaggi cancellati.

Mogli, ex compagne, amiche, presunte amanti, tradimenti scoperti e conversazioni notturne finiscono così sullo sfondo dell’indagine sull’attentato contro Sigfrido Ranucci. Un secondo filone nel quale relazioni personali e gelosie potrebbero assumere interesse anche per gli inquirenti.

Al centro della vicenda resta Valter Lavitola, indicato dai pm romani come presunto mandante dell’attentato del 5 luglio contro Ranucci. Un’ipotesi investigativa sulla quale sono in corso gli accertamenti e che non equivale a un definitivo accertamento di responsabilità.

Attorno alla figura di Lavitola gli investigatori stanno cercando di ricostruire anche rapporti personali, conversazioni e messaggi che sarebbero stati cancellati, nel tentativo di stabilire se possano contenere elementi utili all’inchiesta.

Particolare attenzione viene riservata adesso a Natàlia Potenza, ex compagna italo-argentina di Lavitola e sua socia nella gestione del ristorante Cefalù di Monteverde. La donna, dopo avere scoperto l’esistenza di un’altra relazione, avrebbe manifestato l’intenzione di parlare con i magistrati e raccontare quanto a sua conoscenza.

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