Venerdì 20 marzo in scena “Diario di un trapezista – Cronache di resilienza di un reporter”: una narrazione fatta di testimonianze vere, personaggi borderline e situazioni al limite tra coraggio e fragilità
Scioperi, faide e manovre interne: a Viale Mazzini regna il tutti contro tutti. Ma quando il bersaglio è “Report”, la mira diventa improvvisamente perfetta. Prima le chat con Maria Rosaria Boccia portate in prima serata da Massimo Giletti, poi l’“assist” di Salvo Sottile a Maurizio Gasparri senza replica
A “Lo Stato delle Cose” Giletti mostra le chat tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia sulla presunta “lobby gay” e parla di «delusione umana profonda». Il conduttore di Report replica durissimo: «È falso. La vera accusa è un’altra: lui e Cerno sono amici e al servizio dell’ex 007 Marco Mancini»
In Rai l’età pensionabile diventa un tema solo quando serve. Sigfrido Ranucci ha ancora tempo davanti a sé, ma tra ferie accumulate, proroghe discrezionali e contratti “da artista” riservati a pochi, il caso Report riapre una domanda scomoda: quanto spazio resta all’inchiesta nel servizio pubblico?
Nessun provvedimento disciplinare, ma un invito formale al rispetto della circolare Rai del gennaio 2025. Il caso riaccende le tensioni intorno a Report, tra risultati d’ascolto, premi e accuse di doppio standard
Durante la presentazione del Press Report Unci 2026 alla Fnsi, il conduttore denuncia che si stanno formando condizioni tali da snaturare o marginalizzare il programma di inchiesta, mettendo a rischio posti di lavoro, contratti freelance e il ruolo stesso della trasmissione nel servizio pubblico
Secondo gli investigatori, il movente potrebbe essere legato alla puntata di Report sugli hotspot in Albania e ai rapporti d’affari evocati nel servizio, ma servono ancora riscontri certi
Nelle 28 pagine firmate dai giornalisti del programma si sostiene che l’attacco fosse destinato all’intera squadra e ai patrimoni informativi delle inchieste. Sentiti i primi testimoni. Sullo sfondo, intimidazioni e minacce già ricevute negli ultimi anni
Un post nato come scherzo elettorale diventa un caso politico. In Puglia, il consigliere della Lega pubblica la foto con un uomo identico al conduttore di Report e ironizza sul suo voto alle regionali. Ma la battuta scatena il caos sui social
Ecco cosa ha detto il conduttore di Report alla commissione parlamentare antimafia. Nell’audizione del giornalista le intimidazioni ricevute da un narcotrafficante legato ai clan calabresi e le parole ascoltate in carcere dal pentito Bonaventura
La trasmissione di Sigfrido Ranucci ricostruisce un contatto diretto tra Ghiglia e Meloni, allora leader dell’opposizione, prima dell’attacco al governo Draghi sul decreto “Riaperture”
Il conduttore di Report riferisce di un’attivazione dell’intelligence “ispirata” dal sottosegretario Fazzolari per risalire alle fonti dopo un servizio sul padre della premier. Fratelli d’Italia si oppone alla secretazione, poi dà il via libera. Il fronte politico si divide tra richieste di trasparenza, accuse di parzialità e difesa della libertà d’inchiesta
Nonostante il tentativo di bloccare la puntata, la trasmissione di Ranucci mostra nuovi messaggi interni all’ufficio di Agostino Ghiglia, che avrebbe anticipato una visita a via della Scrofa prima di una decisione delicata sul caso Sangiuliano.
Il conduttore di Report rompe il silenzio dopo l’esplosione dell’ordigno sotto la sua auto: «Forse il messaggio non era per me ma per qualcuno che doveva parlare». Intanto la Dda indaga su un possibile filo rosso tra la bomba, l’inchiesta sull’eolico e il caso del Cantiere Vittoria
L’attentato potrebbe essere collegato a un servizio sugli interessi delle mafie nel Nord Est previsto nella prossima stagione. E c’è una coincidenza inquietante: l’ex boss Bonaventura disse di aver sentito dire in carcere che il conduttore «era finito» perché aveva toccato i clan calabresi
Da una parte chi vorrebbe spegnere la loro voce, dall’altra un Paese che li lascia soli. L’ordigno sotto l’auto del cronista di Report non è solo un atto intimidatorio, è una diagnosi
La Procura Distrettuale Antimafia di Roma indaga sull’attacco che ha colpito il giornalista di Rai3. Tra le ipotesi più forti quella di un avvertimento delle ‘ndrine. Nel mirino anche la scorta e i sistemi di sicurezza: la zona non ha telecamere e l’auto era parcheggiata sulla strada
Negli ultimi mesi il giornalista e la redazione di Report stanno subendo attacchi pesanti con puntate tagliate, inchieste censurate, controlli e accuse infondate
In Italia crescono minacce e aggressioni ai cronisti: 81 episodi nei primi sei mesi del 2025. Dalla Russia alla Palestina, da Ilaria Alpi ad Anna Politkovskaja, una lunga scia di sangue contro chi documenta la verità
La deflagrazione avvenuta nella notte ha colpito l’auto e la casa del giornalista Rai. Per gli inquirenti è un gesto intimidatorio. Il giornalista riceve solidarietà trasversale: «Chi ha messo quella bomba ha dichiarato guerra alla verità»
Due esplosioni hanno devastato i mezzi del giornalista d’inchiesta e di sua figlia. Un gesto intimidatorio che colpisce non solo una persona ma la libertà di stampa
Al Tauro Book 2025 organizzato da LaB Donne il conduttore di “Report” ha raccontato il suo percorso professionale, l’importanza della libertà di stampa e la necessità di diffondere cultura e conoscenza: «In Calabria il patrimonio umano è una ricchezza. La classe dirigente deve valorizzarlo»
Dal 28 ottobre tornerà con Report su Rai3, ma più fonti raccontano di una redazione smantellata e di un clima diventato invivibile. Cairo avrebbe pronto un progetto “da factory” per il giornalista, mentre dall’altra parte cresce la paura di perdere la punta di diamante
Il conduttore di Report replica a Gasparri e Rosso di Forza Italia, che lo vogliono sotto tiro per la diffusione dell’audio Sangiuliano-Boccia. «Notizia inedita, nessun illecito»
Il giornalista in trattativa per un trasloco clamoroso da “Report” a La7, mentre in via Solferino si ragiona su penne più spigolose e su una nuova direzione. L’impero di Cairo si riposiziona, fiutando l’aria che cambia e scommettendo su un pubblico stanco del politicamente corretto