La vicenda della società legata alla ministra Santanché tra cessioni e nuovi soci, con focus anche sul dossier tax credit
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Visibilia, il pasticciaccio si allarga. Il caso della società fondata dalla ministra Santanché non è mai stato soltanto una storia di debiti editoriali, bilanci complicati e passaggi di quote. È diventato, con il tempo, un labirinto societario in cui ogni nuovo “salvatore” sembra aprire più domande di quante ne chiuda. L’ultima inchiesta di Report prova a rimettere in fila i pezzi: la crisi del gruppo editoriale, l’arrivo della svizzera Wip Finance rappresentata in Italia da Altair D’Arcangelo, il passaggio all’editore bolognese Giorgio Armaroli, la successiva cessione a una società californiana e, infine, l’interesse del produttore Andrea Iervolino, che avrebbe avanzato una proposta formale di acquisto.
Tutto mentre sulla sua figura pesa un altro dossier, quello dei tax credit cinematografici, con accuse durissime formulate dall’ex socia Monika Bacardi e con provvedimenti del ministero della Cultura finiti a loro volta al centro di polemiche e ricostruzioni giornalistiche.
A rendere ancora più incandescente la puntata è stato ciò che è accaduto prima della messa in onda. Sigfrido Ranucci ha raccontato che proprio nel giorno che celebra la libertà di stampa, Visibilia, tramite una diffida legale firmata da Giorgio Armaroli, avrebbe provato a bloccare la trasmissione, annunciando anche la messa in mora della Rai. Un’altra diffida sarebbe arrivata da Andrea Iervolino, che avrebbe chiesto di non mandare in onda contenuti ritenuti lesivi della sua reputazione. Report, però, è andata avanti, annunciando un’inchiesta sugli incroci societari tra Armaroli e Altair D’Arcangelo e sul capitolo dei tax credit riconducibile a Iervolino. Continua a leggere su LaCapitale News

