Il vicepresidente statunitense seguirà da vicino i negoziati sul programma atomico e gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni in Medio Oriente: «Posso restare uno o due giorni»
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Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, è arrivato in Svizzera per l’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani finalizzati a limitare il programma nucleare di Teheran e a rafforzare il fragile accordo provvisorio raggiunto per mettere fine alla guerra in Iran.
La missione diplomatica, riferisce l’Associated Press, si inserisce in una fase particolarmente delicata per gli equilibri del Medio Oriente, con Washington impegnata su più fronti nel tentativo di favorire una stabilizzazione dell’area e di ridurre il rischio di una nuova escalation militare.
Prima della partenza, Vance ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione anche sulla situazione lungo il confine tra Israele e Libano, evidenziando come il dossier regionale resti strettamente intrecciato ai colloqui sul nucleare iraniano.
«Dobbiamo continuare a gestire la situazione fra Israele e Libano», ha dichiarato il vicepresidente, indicando uno dei principali obiettivi dell’attuale iniziativa diplomatica americana.
Vance ha inoltre spiegato che la sua permanenza in Svizzera sarà breve, probabilmente limitata a uno o due giorni, ma si è detto fiducioso sulla possibilità di ottenere risultati concreti sia nei negoziati con Teheran sia sul fronte della tregua tra le parti coinvolte nelle tensioni regionali.
«Spero che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano», ha affermato il vicepresidente, ribadendo che l’amministrazione statunitense considera questi due temi una priorità assoluta.
«Queste sono le due cose su cui siamo concentrati», ha aggiunto Vance, sintetizzando la strategia di Washington in una fase in cui il dialogo con l’Iran e la tenuta degli accordi di cessate il fuoco vengono considerati elementi decisivi per la sicurezza e la stabilità dell’intera regione.

