Dopo sei giorni di paura a bordo della MSC Euribia, i primi italiani rientrano a Fiumicino. La Farnesina coordina voli straordinari per riportare in sicurezza oltre 10.000 connazionali nel Golfo e non solo
Tutti gli articoli di Italia Mondo
PHOTO
Dopo giorni di paura e caos, i primi italiani bloccati a bordo della MSC Euribia nel porto di Dubai sono rientrati in patria. Tra boati, aerei sospetti e allarmi via cellulare, i crocieristi raccontano sei giorni di apprensione, mentre la Farnesina coordina un’operazione straordinaria per riportare in sicurezza oltre 10.000 connazionali nelle aree a rischio del Golfo e non solo.
Il ministero degli Esteri, guidato da Antonio Tajani, sta coordinando voli straordinari dagli Emirati Arabi, dall’Oman, dal Bahrein e dal Kuwait, con priorità per malati e persone con disabilità. Solo oggi, altri 2.500 connazionali hanno lasciato le zone a rischio, mentre complessivamente l’Italia ha già riportato più di 10.000 cittadini in sicurezza.
“La sicurezza dei nostri cittadini è prioritaria: finché ci saranno italiani in pericolo, non chiuderemo le ambasciate e rafforzeremo il personale dove serve”, ha dichiarato Tajani.
Molti italiani presenti nella regione hanno scelto di spostarsi temporaneamente in paesi vicini per poter rientrare con maggiore sicurezza. Per chi si trovava in Israele, è previsto un trasferimento verso l’Egitto per imbarcarsi verso l’Italia. Anche dalle Maldive, dalla Thailandia e dallo Sri Lanka sono in fase di organizzazione voli charter straordinari, con priorità alle aree colpite dalle tensioni.
Le testimonianze dei crocieristi restituiscono il clima di apprensione vissuto a bordo. “La nostra crociera non è mai cominciata”, racconta una coppia torinese rientrata a Fiumicino. “Eravamo spaventati dai boati e dagli aerei che passavano sopra di noi, senza sapere cosa stesse realmente accadendo. Gli alert ricevuti via cellulare ci invitavano a ripararci, ma alla fine abbiamo scoperto che si trattava solo di detriti e non di attacchi diretti sulla città.”
La sicurezza e l’assistenza sono state garantite anche alle famiglie con bambini. “Avevamo nostra figlia di 20 mesi e l’ansia era altissima”, racconta un altro crocierista. “MSC ci ha supportato anche psicologicamente, cosa che ha aiutato molto.”
Il rimpatrio dei connazionali continua, mentre la Farnesina mantiene costante il monitoraggio della situazione nel Golfo e nelle aree a rischio, assicurando interventi rapidi per chiunque ne abbia bisogno.


