Dopo aver lasciato l’appartamento di Voghera a causa dei giornalisti appostati, il trentottenne vive di nuovo con il padre Giuseppe e la madre Daniela. Settembre può cambiargli la vita: entro il 28 la Procura completerà le indagini e potrebbe chiederne il processo
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Andrea Sempio sta perdendo un pezzo alla volta la vita che aveva costruito lontano da Garlasco. Prima la casa in affitto a Voghera, lasciata dopo che il proprietario non gli ha rinnovato il contratto a causa del clamore e dei giornalisti continuamente appostati. Ora anche il lavoro: dal 31 agosto non sarà più commesso nel negozio di telefonia dove ha continuato a presentarsi dietro il bancone nonostante l’inchiesta, le telecamere e l’accusa più pesante.
Il licenziamento non riguarda soltanto lui e non dipende formalmente dal delitto di Chiara Poggi. Il cambio di gestione coinvolgerà anche altri tre colleghi. Sempio spera che il nuovo titolare decida di riassumerlo, ma sa che la propria presenza nel negozio potrebbe trasformarsi in un problema commerciale. Ogni suo movimento richiama curiosi e cronisti; ogni giornata ordinaria rischia di diventare un servizio televisivo.
A trentotto anni è così tornato a vivere con il padre Giuseppe e la madre Daniela Ferrari, dimessa dall’ospedale due settimane fa dopo un’overdose da barbiturici. Non partirà per le vacanze: i permessi già utilizzati non gli consentono ulteriori assenze dal negozio. Le sue giornate trascorrono tra il lavoro che sta per finire, qualche serata sporadica con gli amici e l’attesa di un settembre che potrebbe trascinarlo definitivamente davanti a un giudice.
Sempio continua a dichiararsi innocente. Per la Procura di Pavia, però, sarebbe l’uomo che il 13 agosto 2007 uccise Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli. Diciannove anni dopo il delitto, mentre Alberto Stasi resta il colpevole per una sentenza definitiva, la nuova inchiesta tenta di attribuire l’omicidio all’amico del fratello della vittima.
Andrea Sempio senza casa: il ritorno dai genitori
La prima conseguenza concreta del ritorno al centro del caso Garlasco ha riguardato l’abitazione. Sempio viveva in affitto a Voghera, ma la continua esposizione mediatica aveva reso impossibile una normale convivenza nel palazzo. I giornalisti sostavano davanti all’ingresso, i vicini e gli altri inquilini lamentavano il disagio e il proprietario ha scelto di non rinnovargli il contratto.
Sempio è quindi tornato nella casa di via Canova, insieme ai genitori. Un ritorno che non coincide con una scelta familiare o con il desiderio di riavvicinarsi a Garlasco, ma con la necessità di trovare un rifugio dopo aver perso l’appartamento.
Anche dentro quelle mura, però, l’inchiesta continua a entrare. Il padre Giuseppe compare nelle nuove carte e nelle intercettazioni legate alla prima archiviazione del figlio. La madre Daniela ha attraversato un grave momento personale ed è rientrata dall’ospedale soltanto da due settimane. La famiglia attende insieme una decisione che potrebbe aprire un nuovo processo per uno dei delitti più discussi della storia giudiziaria italiana.
Dal 31 agosto perderà anche il lavoro
Il secondo colpo arriverà alla fine del mese. Il negozio di telefonia nel quale Sempio lavora cambierà gestione e il contratto di quattro dipendenti terminerà. La decisione non colpisce quindi esclusivamente l’indagato e non nasce, almeno formalmente, dal caso Garlasco. Continua a leggere su La Capitale.


