A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’inchiesta arriva a un nuovo snodo. Tra consulenze tecniche, analisi sulle tracce di sangue, intercettazioni e rilettura degli alibi, la posizione di Andrea Sempio potrebbe essere definita nelle prossime settimane
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Garlasco, la Procura accelera su Andrea Sempio. Il delitto di Chiara Poggi si avvicina a uno dei passaggi più delicati e potenzialmente dirompenti della sua lunghissima storia giudiziaria. Dopo mesi di nuove analisi, riletture tecniche e approfondimenti investigativi, la Procura avrebbe individuato nella fine di maggio 2026 il termine entro cui tirare le somme sull’attuale posizione di Andrea Sempio, indagato per omicidio volontario nell’ambito della riapertura del caso sull’uccisione di Chiara Poggi.
La notizia, rilanciata nella puntata di martedì 7 aprile 2026 di Mattino Cinque, segnala una volontà precisa: chiudere il prima possibile il nuovo filone d’indagine e stabilire se ci siano gli elementi per arrivare a un eventuale processo. È un passaggio che, da solo, basta a far capire quanto il caso stia vivendo una nuova accelerazione. Perché a diciotto anni dal delitto avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, il fascicolo sembra essere arrivato a un punto in cui non sarà più possibile restare nel territorio delle sole ipotesi.
Garlasco, le nuove perizie e la scadenza fissata dalla Procura
Il cuore di questa nuova fase è rappresentato dalle consulenze tecniche. La relazione più attesa, attribuita alla professoressa Cristina Cattaneo, avrebbe riesaminato sia l’autopsia sia la scena del crimine con strumenti e tecnologie più avanzate rispetto al passato. Secondo quanto emerso, questo nuovo studio suggerirebbe l’ipotesi di una colluttazione tra Chiara Poggi e il suo aggressore, elemento che potrebbe incidere in modo importante sulla ricostruzione complessiva dell’omicidio.
Non solo. Dalle stesse analisi emergerebbe anche la possibilità che per infliggere le ferite mortali siano state usate almeno due armi diverse. Un dettaglio che, se confermato e valorizzato dagli inquirenti, cambierebbe parecchio la lettura del delitto, rendendolo ancor più complesso di quanto già non apparisse. A questo si aggiunge il lavoro dei RIS di Cagliari sulla Bloodstain Pattern Analysis, cioè la ricostruzione della dinamica degli schizzi di sangue all’interno della casa. Un’indagine tecnica che mira a restituire una fotografia il più possibile precisa dei movimenti, delle posizioni e dei tempi dell’aggressione.
È su questo materiale che la Procura starebbe ora costruendo la decisione finale. La scadenza di fine maggio diventa quindi molto più di una data di calendario: è il limite entro cui le nuove consulenze dovranno trasformarsi o in una richiesta formale, oppure in una scelta diversa sul piano processuale.
Andrea Sempio, le intercettazioni e il nodo dell’alibi
Parallelamente alle perizie, si è intensificata l’attenzione sulla figura di Andrea Sempio. Secondo quanto riferito, il suo profilo psicologico e comportamentale sarebbe stato analizzato in profondità dal RACIS, mentre le intercettazioni finite agli atti continuano ad alimentare discussione e interpretazioni.
Da una parte la difesa descrive Sempio come una persona particolarmente sensibile. Dall’altra, alcuni frammenti audio depositati avrebbero attirato l’interesse degli investigatori proprio per il loro contenuto e per il tono con cui certe frasi vengono pronunciate. In uno spezzone si parlerebbe con apparente distacco del presunto investimento di un gatto, in un altro emergerebbero considerazioni sarcastiche sull’ipotesi di una condanna a trent’anni per omicidio volontario.
Materiale che da solo non basta a definire una responsabilità penale, ma che evidentemente viene ritenuto utile per comporre il quadro complessivo della personalità e degli atteggiamenti dell’indagato.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono poi i vecchi e nuovi interrogativi sull’alibi. È tornato infatti al centro dello scenario lo scontrino del parcheggio di Vigevano, da anni uno dei punti più discussi del caso. Il sospetto rilanciato è che qualcuno abbia recuperato casualmente quel ticket e lo abbia utilizzato in un secondo momento per coprire un vuoto temporale ritenuto decisivo. Anche il tema della cella telefonica agganciata alle 9:58 del mattino del delitto resta sotto osservazione, così come alcune dichiarazioni attribuite a Sempio sulla sua visione dei rapporti tra uomo e donna. Continua a leggere su La Capitale.

