Il presidente iraniano ad Al-Jazeera: «Trump non spiega quale sarebbe il nostro crimine, noi a differenza loro non iniziamo guerre o attacchiamo altri Paesi»
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Tensione sul dossier nucleare e scontro politico a distanza tra Iran e Stati Uniti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian interviene categoricamente contro le posizioni espresse dall’ex presidente americano Donald Trump, rivendicando il diritto del suo Paese a sviluppare il proprio programma nucleare.
Nel corso di una dichiarazione riportata da Al-Jazeera, Pezeshkian ha messo in discussione la legittimità delle affermazioni provenienti da Washington: «Il presidente degli Stati Uniti afferma che l'Iran non dovrebbe usare il suo potere nucleare, ma non spiega quale sarebbe il crimine». Da qui la critica diretta: «Qual è la sua posizione nel mondo per poter privare una nazione dei suoi diritti legali?».
Il capo dello Stato iraniano ha insistito sul principio di equità nel contesto internazionale, sottolineando come «secondo i principi umanitari, ogni Paese dovrebbe godere dei propri diritti legittimi» e ribadendo la richiesta che «l'Iran venga trattato con giustizia nel sistema globale».
Nel mirino anche le dichiarazioni attribuite a Trump, accusato di voler limitare prerogative sovrane: «Non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di sostenere che l’Iran non possa beneficiare del proprio diritto nucleare», ha affermato Pezeshkian.
Parallelamente, il presidente iraniano ha voluto rimarcare la linea ufficiale di Teheran in materia di politica estera e sicurezza. «La nostra posizione fondamentale si basa sul mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza nella regione», ha dichiarato, precisando che il Paese «non cerca di espandere conflitti».
Pezeshkian ha inoltre respinto ogni accusa di aggressività, evidenziando come l’Iran «non abbia iniziato guerre o attaccato altri Paesi» e non abbia «alcuna intenzione di farlo». Al contrario, ha concluso, Teheran «sta esercitando il proprio diritto legale e legittimo all’autodifesa».
Il confronto resta aperto, inserendosi in un quadro internazionale già segnato da tensioni sul tema nucleare e sugli equilibri geopolitici nella regione mediorientale.

