Un drone, e non un missile come inizialmente era stato comunicato, ha colpito la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, senza provocare vittime né feriti tra il personale italiano. L’episodio si inserisce nel contesto della guerra in Medio Oriente scoppiata dopo i recenti attacchi militari lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, a cui Teheran ha risposto con una serie di raid e lanci di missili contro obiettivi americani e alleati nella regione.

Da fonti informate si apprende che il drone, uno shahed, forse non era diretto all'interno della base ma avrebbe perso quota finendo contro un mezzo militare. 

A confermare quanto accaduto è stato questa mattina il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene». Il ministro ha spiegato di essere costantemente aggiornato dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal comandante del Covi sulla situazione.

Ferma condanna è arrivata anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Ho appena parlato con l’ambasciatore d’Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker», ha scritto su X, esprimendo solidarietà e gratitudine ai militari italiani per il servizio svolto.

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, i circa 300 militari italiani presenti nella base si sono messi al riparo nei bunker al momento dell’attacco e non risultano conseguenze per il contingente. 

«Il personale sta bene, era protetto all'interno del bunker quando è avvenuta l'esplosione e stanno tutti quanti bene». Lo ha detto a Sky Tg 24 il comandante della base di Erbil Stefano Pizzotti. L'allarme è scattato alle 20.30 «quindi, seguendo procedure già rodate, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. Poco prima dell'1, ora locale, c'è stata una minaccia aerea».

Ha poi aggiunto: «Al momento è finito l'allarme» ma «gli artificieri della Coalizione stanno mettendo in sicurezza l'area».