Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto dopo i raid israeliani in Libano. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars, segnalando un possibile impatto immediato sulle rotte energetiche globali e un ulteriore aumento della tensione nella regione.

In questo contesto, la Casa Bianca ha chiarito che il Libano non rientra nell’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato da Axios, che cita la portavoce Karoline Leavitt, l’intesa tra Washington e Teheran non include il teatro libanese, dove quindi restano possibili nuove escalation.

Una linea che evidenzia le fragilità dell’intesa. Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha invitato tutte le parti alla prudenza: «Tutte le parti devono esercitare moderazione e rispettare il cessate il fuoco». Allo stesso tempo ha segnalato «violazioni in alcuni punti della zona di conflitto, che minano lo spirito del processo di pace».

Secondo ricostruzioni della stampa internazionale, l’accordo avrebbe inoltre creato tensioni con Israele. Il Wall Street Journal scrive che Tel Aviv sarebbe stata informata solo all’ultimo momento e senza un reale coinvolgimento nei negoziati. Una telefonata del presidente Donald Trump al premier Benjamin Netanyahu sarebbe avvenuta poco prima dell’annuncio ufficiale. Le fonti parlano di insoddisfazione israeliana per i termini dell’intesa, in particolare per il possibile coinvolgimento del Libano, considerato un teatro separato rispetto all’Iran. Lo stesso Netanyahu avrebbe ribadito che l’accordo non riguarda il Paese vicino, mentre i raid israeliani sul Libano si sono intensificati.

Intanto Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran si terranno «molto presto» in Pakistan. «Ci saranno Jared Kushner e Steve Witkoff», ha spiegato in un’intervista al New York Post, aggiungendo che la partecipazione del vicepresidente J.D. Vance è incerta «per una questione di sicurezza, di protezione».