Un pezzo di cartoncino. Un fulmine giallo con le guance rosse. E un assegno da 16.492.000 dollari. Se c’è un’immagine che racconta meglio di qualsiasi analisi il mercato contemporaneo del collezionismo è questa: Logan Paul che sorride sotto una pioggia di coriandoli mentre la sua carta Pokémon viene battuta all’asta per una cifra che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata un delirio.

Il protagonista è il “Pikachu Illustrator”, considerato il Santo Graal delle carte Pokémon. Un oggetto mitologico per collezionisti e investitori, creato nel 1998 come premio per un concorso di illustrazione in Giappone. Di quella carta ne esistono solo 39 esemplari noti. Non è una ristampa, non è una variante: è un pezzo nato per celebrare la creatività, finito per rappresentare la massima espressione del valore simbolico.

A vendere è Logan Paul, youtuber da milioni di follower e campione di wrestling, personaggio abituato ai riflettori e alle operazioni spettacolari. L’asta è stata organizzata dalla casa americana Goldin, con sede a Runnemede, nel New Jersey. Il martello è calato a 16,5 milioni di dollari, diritti inclusi. Una cifra che triplica l’investimento fatto da Paul nel 2021, quando aveva acquistato la stessa carta per 5,3 milioni di dollari, già allora record assoluto.

Non è solo un affare riuscito. È un primato certificato. Durante l’evento, Logan Paul ha ricevuto il certificato ufficiale dei Guinness World Records che attesta la vendita come la più costosa nella storia delle carte da collezione. Il confine tra cultura pop e alta finanza si è dissolto in pochi secondi.

Il Pikachu Illustrator venduto da Paul ha un elemento in più rispetto agli altri rarissimi esemplari: è l’unico ad aver ottenuto un punteggio 10 dalla PSA, la Professional Sports Authenticator, che lo classifica come “virtualmente perfetto”. Nel mondo delle carte collezionabili, quel numero è tutto. È la differenza tra un oggetto prezioso e un oggetto irripetibile.

L’asta, come prevedibile, è stata costruita come uno show. La carta è stata presentata in una custodia tempestata di diamanti. Coriandoli, applausi, telecamere. Logan Paul, che nel 2022 aveva già fatto parlare di sé indossando la carta come collana durante il suo debutto alla WWE WrestleMania 38, ha persino regalato all’acquirente la collana di diamanti che l’aveva accompagnata in quell’apparizione. Il collezionismo diventa performance, e la performance aumenta il valore.

A comprare è stato A.J. Scaramucci, venture capitalist e figlio dell’ex direttore della comunicazione della Casa Bianca Anthony Scaramucci. L’investitore ha definito l’acquisto il primo passo di una “caccia al tesoro planetaria” che, a suo dire, potrebbe includere fossili di T-Rex e persino la Dichiarazione di Indipendenza americana. Una dichiarazione d’intenti che sposta l’operazione dal semplice investimento alla costruzione di un mito personale.

Il fenomeno non nasce oggi. Il mercato delle carte Pokémon ha registrato un’impennata vertiginosa negli ultimi anni, trainato da nostalgia, speculazione e nuove generazioni di collezionisti. La cultura degli anni Novanta, trasformata in asset finanziario, ha trovato in piattaforme social, aste online e documentari un amplificatore potente. Non a caso, l’asta è entrata anche nella narrazione della serie Netflix “King of Collectibles: The Goldin Touch”, dove il boss delle aste Ken Goldin incoraggiava Paul a monetizzare il suo pezzo più iconico.

Ma dietro la cifra, resta la domanda che rende la vicenda affascinante: cosa si compra davvero con 16,5 milioni di dollari? Non solo una carta. Si compra rarità, si compra storia, si compra la percezione di possedere qualcosa che quasi nessun altro potrà mai avere. Nel caso del Pikachu Illustrator, si compra anche una narrazione: quella di un concorso di fine anni Novanta che oggi vale quanto un capolavoro d’arte contemporanea.

Logan Paul esce dall’asta con un assegno e un nuovo record. A.J. Scaramucci con un oggetto che entra nella leggenda del collezionismo globale. E il mercato, ancora una volta, dimostra che il confine tra giocattolo e tesoro può essere sottile come un cartoncino. Basta che sopra ci sia un fulmine giallo diventato mito.