Chi, se non lui? Chi, se non Bruce Springsteen?

A distanza di oltre trent’anni dalle note avvolgenti di Streets of Philadelphia, Bruce Springsteen racconta ancora frammenti di vita spezzata, dimostrandosi una leggenda senza tempo.

Le vite spezzate nell’orrore di Minneapolis sono al centro del nuovo brano di Bruce Springsteen: un vero e proprio grido liberatorio contro la deriva di un sovrano senza dote e senza intelletto. Un grido di aiuto per le tante vite spezzate dall’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale che si occupa di sicurezza interna e controlli sull’immigrazione. Dietro le operazioni di Minneapolis si celano orrori, discriminazioni e violenze.

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Le sue parole donano coraggio a chi ha paura di soffocare nel sentimento di onnipotenza di un Don Rodrigo contemporaneo e dei suoi bravi, pronti a soddisfare una sete di insana violenza.

«Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e l’ho pubblicata oggi in risposta al terrorismo di Stato che sta colpendo la città di Minneapolis. È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good».

Stay free, 28 gennaio 2026

Il testo tradotto del brano

Nel ghiaccio e nel freddo dell'inverno
Giù per Nicollet Avenue
Una città in fiamme ha combattuto il fuoco e il ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante

L'esercito privato di Re Trump dal DHS*
Armi allacciate ai cappotti
È venuto a Minneapolis per applicare la legge
O almeno così raccontano la loro storia

Contro il fumo e i proiettili di gomma
Nella prima luce dell'alba
I cittadini si sono battuti per la giustizia
Le loro voci che risuonavano nella notte

E c'erano impronte di sangue
Dove avrebbe dovuto esserci pietà
E due morti, lasciati morire per le strade piene di neve,
Alex Pretti e Renee Good

Ritornello
Oh, la nostra Minneapolis, sento la tua voce
Che canta nella nebbia insanguinata
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi

Qui a casa nostra, hanno ucciso e vagato
Nell'inverno del '26
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis

I criminali federali di Trump lo hanno picchiato
In faccia e sul petto
Poi abbiamo sentito gli spari
E Alex Pretti giacere nella neve, morto

La loro accusa era di legittima difesa, signore
Non credere ai tuoi occhi
È il nostro sangue e le nostre ossa
E questi fischi e telefoni
Contro le sporche bugie di Miller e Noem

Oh, la nostra Minneapolis, sento la tua voce
Piangere attraverso la nebbia insanguinata
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis

Ora dicono di essere qui per far rispettare la legge
Ma calpestano i nostri diritti
Se la tua pelle è nera o marrone, amico mio
Puoi essere interrogato o deportato subito

Nei nostri cori di "ICE fuori ora"
Il cuore e l'anima della nostra città persistono
Attraverso i vetri rotti e le lacrime di sangue
Per le strade di Minneapolis

Oh, la nostra Minneapolis, sento la tua voce
Che canta attraverso la nebbia insanguinata
Qui a casa nostra, hanno ucciso e vagato
Nell'inverno del '26

Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis

Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis

Il brano di Bruce Springsteen vuole denunciare la violenza, smuovere le coscienze e oltrepassare l’inverno della politica americana.

*DHS: Department of Homeland Security.

Traduzione: Fabiola Salerno