Alle parole del presidente americano replicano i leader dei partiti locali: «Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese»
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Donald Trump
«Non vogliamo essere americani». A ribadirlo oggi, sabato 10 gennaio, in una dichiarazione congiunta, sono stati i leader dei cinque partiti della Groenlandia rappresentati nel parlamento locale, dopo che Donald Trump ha ribadito le sue mire espansioniste, dicendo di voler «fare un accordo con le buone» per poi avvertire che «se non lo facciamo con le buone, lo faremo con le cattive».
La replica della Groenlandia
«Non vogliamo essere americani, non vogliamo essere danesi, vogliamo essere groenlandesi» hanno scritto i leader dei cinque partiti. «Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese».
Cosa ha detto Trump
«Voglio la Groenlandia, con le buone o con le cattive. Putin non ha paura dell'Europa. Putin ha paura di me». A dirlo era stato proprio Donald Trump, in occasione di un incontro con i vertici delle compagnie petrolifere che dovrebbero operare in Venezuela. L'evento è stato così l'occasione per una conferenza stampa improvvisata.
Tra i temi d'attualità è spiccato la Groenlandia e il presidente non si è fatto pregare: l'isola nell'Artico, territorio autonomo che fa capo alla Danimarca, è vitale per gli Usa per questioni di sicurezza nazionale. L'Artico è la nuova frontiera geopolitica e economica, tra rotte strategiche e risorse vitali. La Groenlandia, nel mosaico del XXI secolo, è quindi considerata un pezzo chiave.



