Il presidente americano difende il vertice con il leader cinese dopo le polemiche interne: «Taipei non dichiari l’indipendenza»

Donald Trump prova a raffreddare le tensioni sul dossier Taiwan e difende il faccia a faccia con il presidente cinese Xi Jinping, finito nel mirino di parte del fronte repubblicano americano.

In un’intervista a Fox News registrata a Pechino, il presidente degli Stati Uniti ha respinto le accuse secondo cui le parole del leader cinese su Taiwan sarebbero state una minaccia diretta a Washington. «Non era una minaccia», ha spiegato Trump, prendendo le distanze anche dalle critiche dell’ex stratega Steve Bannon, che aveva parlato apertamente di una «palese minaccia».

Il nodo centrale resta Taiwan, tema che continua a rappresentare il principale terreno di scontro tra Washington e Pechino. Trump ha ribadito di non voler alimentare escalation: «Pechino non vuole l’indipendenza di Taiwan. E io voglio che Taipei si calmi e la Cina si calmi».

Il presidente americano ha inoltre chiarito che la linea degli Stati Uniti sull’isola «non è cambiata», ma ha evitato di assumere impegni definitivi sull’eventuale vendita di nuove armi a Taipei. «Potrei farlo. Potrei non farlo», ha dichiarato, sottolineando di non voler contribuire ad aumentare il rischio di un conflitto nell’Indo-Pacifico.

Trump ha spiegato di voler mantenere lo status quo nello Stretto di Taiwan, insistendo sulla necessità di evitare mosse unilaterali. «Non vogliamo che qualcuno dichiari l’indipendenza e che gli Stati Uniti debbano percorrere 15mila chilometri per andare in guerra», ha detto nell’intervista.

Le dichiarazioni arrivano dopo il summit di Pechino tra Trump e Xi Jinping, durante il quale il presidente cinese aveva avvertito che una gestione sbagliata della questione Taiwan potrebbe trascinare Stati Uniti e Cina «in una situazione molto pericolosa».

Nonostante i toni concilianti mostrati pubblicamente dai due leader, restano aperti diversi fronti di tensione tra le due superpotenze: dai rapporti militari nel Pacifico alle forniture di armi americane a Taiwan, fino alle dispute commerciali e tecnologiche. Secondo indiscrezioni circolate negli Stati Uniti, la Casa Bianca starebbe ancora valutando un nuovo pacchetto di aiuti militari a Taipei da circa 14 miliardi di dollari.