Nel 74° giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, la situazione si fa sempre più tesa. Il presidente americano Donald Trump, nel corso di consultazioni con i vertici militari, starebbe valutando la ripresa delle operazioni offensive contro Teheran.

Durante un intervento alla Casa Bianca, il presidente ha usato toni particolarmente duri per descrivere l’azione militare statunitense, dichiarando: «Le nostre forze armate stanno facendo il culo a tutti», rivendicando la superiorità operativa americana nel teatro di crisi.

Secondo fonti vicine all’amministrazione, Trump avrebbe inoltre respinto le ultime aperture diplomatiche iraniane, giudicate insufficienti e non credibili per avviare un reale processo di de-escalation.

Teheran rilancia: «Nessuna alternativa al nostro piano politico»

Dalla capitale iraniana arriva una risposta altrettanto netta. Le autorità di Teheran ribadiscono la centralità della proposta politica articolata in 14 punti già trasmessa agli interlocutori internazionali.

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato: «Non c’è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti».

Nel frattempo, il portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale, Ebrahim Rezaei, ha lanciato un avvertimento diretto: «Una delle opzioni a disposizione dell’Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%».

Una soglia che, secondo gli standard internazionali, si avvicina alla potenziale utilizzazione militare del materiale nucleare.

Borse europee in rosso: petrolio in rialzo e timori globali

Le tensioni geopolitiche si riflettono immediatamente sui mercati finanziari. Le principali Borse europee hanno aperto in forte calo, penalizzate dall’incertezza sul conflitto e dalla crescente instabilità nell’area strategica dello Stretto di Hormuz.

L’aumento del prezzo del petrolio alimenta i timori inflazionistici, spingendo gli investitori a prevedere un prolungato mantenimento dei tassi di interesse elevati. A pesare sul sentiment anche le tensioni politiche nel Regno Unito e l’attesa dei nuovi dati macroeconomici dell’Eurozona.

Caso Pakistan: accuse USA e smentite ufficiali

Sul fronte internazionale emergono nuove tensioni diplomatiche. Secondo fonti americane citate dai media, il Pakistan avrebbe consentito la presenza di aerei militari iraniani all’interno delle proprie basi.

Islamabad ha smentito categoricamente, precisando che si tratterebbe di semplici movimenti legati a esigenze diplomatiche. Le autorità pakistane hanno inoltre definito “infondate” le ricostruzioni circolate negli Stati Uniti.

Diplomazia bloccata e rischio escalation globale

Mentre la crisi si allarga, la distanza tra le parti resta elevata. Da un lato Washington mantiene una linea dura e non esclude ulteriori azioni militari, dall’altro Teheran insiste sulla legittimità delle proprie richieste politiche e strategiche.

Il quadro complessivo resta altamente instabile, con il cessate il fuoco considerato sempre più fragile e la possibilità di un’escalation ancora aperta.