La piattaforma con sede a Hong Kong finisce al centro dell'attenzione delle istituzioni. Barachini investe l'Autorità garante, mentre Fnsi, Sindacato dei giornalisti del Trentino-Alto Adige e Ordine dei giornalisti chiedono verifiche sull'attività del sito
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Non chiamatela innovazione. Non chiamatela sperimentazione. E soprattutto non chiamatela informazione.
Un sito che pubblica notizie di politica, cronaca, economia e salute senza impiegare giornalisti, senza un direttore responsabile iscritto all’albo e senza una redazione reale non rappresenta il futuro dell’editoria. Rappresenta la sua contraffazione industriale.
Il caso di we-news.com, piattaforma con sede a Hong Kong che si presenta come «una testata di informazione in tempo reale che copre l’Italia e il mondo», ha finalmente costretto le istituzioni a guardare in faccia il problema. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, ha segnalato il sito al presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella. La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige hanno presentato un esposto. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli ha chiesto l’intervento dell’Autorità e del ministero della Giustizia, invitandoli a valutare anche un possibile sequestro amministrativo cautelare.
Era ora.
Una testata senza giornalisti è una messinscena
Il punto non riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nelle redazioni.
I giornalisti possono utilizzare strumenti tecnologici per analizzare dati, trascrivere documenti, organizzare archivi, verificare informazioni e velocizzare alcune fasi del lavoro. La responsabilità, però, deve restare umana. Qualcuno deve scegliere, controllare, verificare, firmare e rispondere degli errori. Continua a leggere su LaCapitalenews.it

