Dalla sfilata inclusiva di Masellis Boutique ai vini delle cantine regionali, la manifestazione ha unito tradizione, gastronomia e musica, dando spazio anche all’impegno dell’associazione 3x21
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Il Castello Svevo di Cosenza ha accolto, il 2 ottobre, “Passerelle Aperte – Moda, Vino e Ritmo Popolare”, una manifestazione nata dall’incontro fra moda, enologia, gastronomia, musica e inclusione. Una serata costruita intorno alla volontà di valorizzare le eccellenze calabresi e, al contempo, di affidare allo spettacolo una precisa funzione sociale e culturale.
L’iniziativa ha trovato nella suggestiva cornice del maniero cosentino un luogo particolarmente appropriato: la storia della città ha dialogato con produzioni, talenti e professionalità contemporanee, componendo un mosaico nel quale il territorio è apparso nella sua dimensione più autentica e vitale.
Tra i protagonisti dell’appuntamento, l’associazione 3x21 – I sogni di Saveria APS, realtà nata nel 2020 grazie a un finanziamento ottenuto attraverso il Bando Fermenti del Dipartimento per le Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un’associazione del tutto particolare, fondata da due giovani donne con sindrome di Down, oggi rispettivamente presidente e segretaria/tesoriera.
La compagine associativa, formata prevalentemente da giovani donne e uomini tra i 18 e i 35 anni, persegue un obiettivo di grande rilevanza: promuovere l’inserimento lavorativo dei giovani, con particolare attenzione alle persone con sindrome di Down e alle altre forme di disabilità.
Particolarmente significativa la metodologia educativa adottata, basata sul peer counseling, ovvero sulla consulenza tra pari. L’esperienza personale diventa così strumento di ascolto, confronto e sostegno, attraverso una pratica nella quale la condivisione assume un autentico valore pedagogico. Il team educativo comprende educatrici ed educatori con e senza sindrome di Down, in un modello inclusivo e misto che coinvolge anche gruppi di bambini e laboratori educativi.
L’obiettivo è costruire percorsi capaci di favorire autonomia e indipendenza, con particolare attenzione ai bisogni educativi speciali. Una prospettiva che restituisce alla parola inclusione un significato concreto, sottraendola alla retorica e trasformandola in esperienza quotidiana.
La manifestazione ha quindi intrecciato questa importante dimensione sociale con una ricca proposta artistica ed enogastronomica.
A condurre l’appuntamento è stata Martina Federico, che ha accompagnato i diversi momenti della serata con eleganza, disinvoltura e una presenza scenica particolarmente efficace. Una conduzione apprezzabile per la capacità di mantenere equilibrio e ritmo, valorizzando i protagonisti senza sovrapporsi al contenuto della manifestazione.
La sfilata inclusiva di abiti da sposa e da cerimonia, curata da Masellis Boutique, ha portato in passerella eleganza e ricercatezza, mentre la degustazione di vini calabresi ha riunito numerose cantine: Artesè – Porto Salvo, Cav. Antonio Malena, Colacino, Francesco Malena, Iusi, Luzzolini, La Pizzata del Principe, Russo & Longo, Serragiumenta, Spadafora 1915 e Zito.
Un autentico viaggio attraverso territori e produzioni differenti, nel quale il vino è diventato anche strumento di narrazione della Calabria agricola e imprenditoriale.
Spazio, inoltre, allo street food calabrese a chilometro zero, proposto dall’azienda agricola OJNi di Domenico Brusco, a conferma della volontà di mettere al centro della manifestazione le produzioni locali e il rapporto diretto fra territorio e qualità.
La dimensione musicale ha completato il programma con gli interventi di Martina Morrone e Peppino e con la musica dal vivo del Sabatum Quartet, capace di riportare nella serata le sonorità della tradizione popolare calabrese, rilette attraverso una sensibilità contemporanea.
“Passerelle Aperte” si è così rivelata molto più di una semplice serata di spettacolo. Ha rappresentato un piccolo, significativo manifesto di una Calabria capace di mettere insieme bellezza e responsabilità, tradizione e contemporaneità, impresa e solidarietà.
Il vero valore dell’iniziativa risiede proprio nella capacità di aver fatto dialogare mondi apparentemente differenti: la moda con il vino, la musica con la gastronomia, la valorizzazione territoriale con l’inclusione sociale. Una sintesi riuscita, impreziosita dalla cornice del Castello Svevo e dalla partecipazione di numerose realtà calabresi.
Una serata, dunque, nella quale la Calabria ha saputo raccontare se stessa attraverso ciò che possiede di più prezioso: il talento delle persone, la qualità delle sue produzioni, la forza delle sue tradizioni e la capacità di costruire occasioni autentiche di partecipazione.

