Il 14 agosto il concerto all’Anfiteatro di Acri. Tra “Infinito”, i grandi successi e i nuovi brani, l’artista racconta il legame con il pubblico del Sud e scherza sul caldo dell’estate, aspettando un po’ di fresco ai piedi della Sila
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Il 14 agosto Raf arriva ad Acri con l’“Infinito Tour”, il viaggio musicale con cui celebra i 25 anni di uno dei suoi brani più amati. L’appuntamento è all’Anfiteatro di Acri, nell’ambito dell’Estate Acrese, per una serata che promette di attraversare oltre quattro decenni di musica, dai grandi successi che hanno fatto ballare intere generazioni alle canzoni più recenti. Da “Self Control” a “Infinito”, fino ai nuovi brani, il concerto sarà costruito per mettere insieme pubblici diversi. «Saranno eseguiti tutti quelli che sono i miei brani più significativi – racconta ai microfoni del nostro network Raf – alcuni dei quali sono rimasti molto nella memoria». Una scaletta pensata anche per chi, pur essendo nato molti anni dopo la loro uscita, continua a riconoscersi in quelle melodie. È il caso proprio di “Infinito”, che nel 2026 compie 25 anni e dà il nome al tour. Un quarto di secolo dopo, il brano continua infatti a conquistare ascoltatori giovanissimi.
«Durante il tour – ci dice l’artista – noto con molto piacere che ci sono persone, ragazzi, che sono nati sicuramente dopo il 2001 e poi cantano la canzone per intero, conoscendo a memoria tutto il testo». Un risultato tutt’altro che scontato nell’epoca dello streaming, dove le canzoni possono diventare virali in poche settimane e altrettanto rapidamente lasciare spazio alle successive. Per Raf, però, una canzone che resiste al tempo ha un valore speciale: «Quando scrivi una canzone cerchi di fare in modo che le tue emozioni, quello che stai provando mentre scrivi, la melodia e il testo arrivino a più gente possibile. Ma non stai a ipotizzare quanto durerà, quanto successo avrà questa canzone: lo fai istintivamente e basta». Poi, quando una canzone diventa un evergreen, arriva la ricompensa più grande: «Se questo accade e magicamente va avanti negli anni, supera il tempo e le mode, è veramente una cosa bellissima. Penso sia la cosa più bella che possa capitare a chi scrive canzoni».
A rendere particolare la tappa di Acri è anche il rapporto di Raf con il Mezzogiorno. L’artista è nato in Puglia e conosce bene quel calore che accompagna concerti e spettacoli nel Sud Italia: «In Sicilia, Calabria, Puglia, dove sono nato, e in tutte le regioni del Sud, il pubblico partecipa con un calore particolare. Quando sei sul palco fa la differenza», spiega.
Ma per Raf il Sud non è soltanto una questione di pubblico. È anche un luogo da vivere, soprattutto d’estate, dopo aver avuto la possibilità di girare il mondo: «Più giri il mondo più ti accorgi di quanto è bella l’Italia, in particolare d’estate quanto è bello il nostro Sud. Ci offre accoglienza, odori, sapori che non trovi da nessun’altra parte del mondo, il mare. Sembra scontato, banale dirlo, ma veramente, vivendoci, non ti rendi conto di quanto sia bello soprattutto il nostro Sud d’Italia».
Una dichiarazione che si sposa bene con la tappa calabrese e con il territorio che ospiterà il concerto. Acri, nel cuore della provincia di Cosenza e alle porte della Sila, offrirà infatti un contesto diverso dalle località costiere che caratterizzano gran parte dell'estate calabrese. E, considerando il caldo di queste settimane, anche un possibile piccolo vantaggio per chi sarà sul palco. Raf sorride quando si parla delle temperature: «Il caldo quest’anno si fa sentire, è un caldo mai provato così, anche durante i concerti sul palco».
Così la speranza per la serata di Acri è quasi spontanea: un po’ di fresco della Sila: «Poi ad Acri troverai anche la frescura della Sila», gli viene fatto notare durante l’intervista. E Raf sembra accogliere volentieri l’idea, soprattutto dopo le temperature affrontate durante le precedenti date del tour. Il caldo, infatti, non risparmia nemmeno il palco: «Da un certo punto in poi i brani diventano più movimentati anche ritmicamente, io mi lascio prendere dall’energia del ballo. È una cosa fisica proprio e allora questo viene anche tra il pubblico».
E proprio il pubblico, nonostante le temperature, continua a essere protagonista: «Devo dire che il pubblico con questo caldo durante questo tour io non so come abbia fatto. Ci vuole tanto amore perché con un caldo così uno starebbe magari meglio in una ghiacciaia. Invece vengono tutti al concerto, sudando, pur di assistere ancora una volta a questo scambio di emozione e di energia». Uno scambio che, secondo Raf, ha una caratteristica particolare: «Tutte le volte è uguale, ma tutte le volte è nuovo e diverso. Ed è bellissimo».
Il tour estivo rappresenta soltanto una parte di un percorso che proseguirà in autunno nei palazzetti. Poi arriverà un appuntamento ancora più importante: un nuovo album di inediti, a 11 anni di distanza dall’ultimo lavoro: «È una cosa molto importante per me e quindi sarò in qualche modo concentrato sull’album nuovo che uscirà», anticipa Raf.
Sul futuro live, invece, l’artista preferisce non sbilanciarsi: «Al momento non so dire esattamente poi se farò un tour successivo». Per ora, dunque, la certezza è il palco di Acri. Il 14 agosto Raf porterà all’Anfiteatro un repertorio capace di unire generazioni, con la promessa di una serata fatta di memoria e nuove suggestioni, ritmi e ballate, nostalgia e presente. E magari, tra una canzone e l’altra, un po’ di quella frescura della Sila che, in questa estate rovente, non guasterebbe proprio.

