A Catanzaro una partecipazione sorprendente nel giorno dedicato ai due statisti. Un fatto che rilancia l’allarme sulla crisi della politica e guarda alla memoria come possibile bussola per il futuro
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Ieri sono stati ricordati a Catanzaro Alcide De Gasperi e don Luigi Sturzo, per iniziativa come da tradizione del nuovo CDU (Cristiani Democratici Uniti). Una Santa Messa è stata officiata da don Salvatore Scicchitano nella chiesa di S. Nicola. Vi è stata una partecipazione eccezionale considerato il periodo ferragostano.
C’è da chiedersi perché questo interesse?
Trovo la risposta nella situazione insostenibile del Paese che perde riferimenti e stimoli. La crisi dei partiti come organizzatori dei cittadini a concorrere alle scelte politiche, la politica non c’è, l’equilibrio fra i poteri non è garantito mentre l’autocrazia si impone.
Un Parlamento svuotato e una propaganda martellante ha desertificato aree un tempo ricche di passioni e di volontà.
Non si producono idee ma si cercano personaggi a cui affidarsi. Il Parlamento è diventato una macchina dove l’apporto umano è sempre irrilevante perché ci sono “intelligenze” di pochi che decidono per tanti.
Il senso dello Stato smarrito,una Costituzione sfregiata ci stanno portando al ciglio di un burrone.
Le inadeguatezze si stanno svelando ora più che mai e il Paese scopre di essere nudo senza prospettive e speranze. Ecco perché ora ricordare De Gasperi, Sturzo, Moro e tantissimi, non è più un rituale freddo che si consuma nel breve arco temporale della celebrazione, ma una memoria di vita, di valori, di fiducia che ritornano.
Le grandi mobilitazioni, i coinvolgimenti avvengono se si rompe il silenzio soffocante e il popolo ritrovi l’energia per riprendere il cammino interrotto.
Ricordare De Gasperi, Sturzo non è nostalgia struggente di un tempo che non ritorna, ma rintracciare gli ideali e valori di un passato che non può passare: è il bagaglio dell’umanità che si ritrova.
Ieri dopo un mio breve saluto di ringraziamento ho passato il microfono a un ragazzo per parlare dei due statisti.
Luigi Maria De Francesco l’ha fatto mirabilmente.
Ha ricordato due uomini che sono nell’oggi con il carico di ideali e fede senza i quali il mondo muore.
È stato edificante, commuovente la testimonianza di un diciottenne che parlava di persone vissute lontane dal suo tempo ma per le loro scelte gli hanno fatto vibrare il cuore.
Sia questo da auspicio: stella polare che guida il cammino di una comunità oggi sofferente.

