Un giovane di 34 anni, Antonio Perrotta, è uscito di casa per andare a compiere il proprio lavoro ed è tornato indietro dentro una bara. Pestato a morte all'esterno di un locale a Sangineto, fino alla resa finale nel reparto di Rianimazione dell'ospedale "Annunziata" di
Cosenza.

Davanti a una tragedia simile non è possibile rimanere neutrali: sale solo una rabbia viscerale, cieca e incontrollabile. C'è un senso d'ingiustizia profondo nel constatare come la vita umana, per qualcuno, valga ormai meno di niente.

La dinamica esatta di quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica è ancora oggetto d'indagine da parte della Squadra Mobile di Cosenza e dei Carabinieri della Compagnia di Paola. Ma una cosa dev'essere chiara a tutti, senza "se" e senza "ma": anche laddove la vittima avesse mai assunto un atteggiamento sbagliato, rigido o provocatorio nell'esercizio delle sue mansioni di addetto alla sicurezza, nulla – assolutamente nulla – può giustificare l'uso di una violenza sproporzionata e una furia omicida di questo livello.

Non si tratta di una rissa finita male; massacrare di botte un uomo fino a privarlo della vita rivela una lucida quanto disumana intenzione di uccidere. Questo ennesimo fatto di sangue porta alla luce un'amara verità: il mondo della movida e dei locali notturni si sta trasformando sempre più spesso in un far west senza regole, dove il divertimento lascia spazio alla sopraffazione bruta e alla cultura del branco. E il caso di Sangineto fa ancora più rabbia se si considera che la stessa discoteca non è nuova ad episodi di estrema gravità, essendo già stata teatro in passato di sanguinosi scontri ed episodi di violenza giovanile. Come si può tollerare che certi contesti continuiate a marcire nell'impunità e nella legge del più forte?

Oggi non ci sono parole capaci di colmare il vuoto lasciato da questa perdita. Alle forze dell'ordine e alla Procura di Paola va l'augurio di una rapida e inflessibile riuscita delle indagini: i responsabili di questo barbaro pestaggio devono essere individuati, assicurati alla giustizia e puniti con il massimo della pena, senza sconti né scusanti.

A te, Antonio, e alla tua famiglia spezzata da un dolore indescrivibile, va il nostro più profondo abbraccio e un segno di vicinanza sincera. Che la giustizia faccia il suo corso, implacabile, per dare dignità al tuo ricordo.