Il nostro riscatto in Europa è avvenuto attraverso De Gasperi, Adenauer, Schumann. Il futuro è delle idee, della creatività di un popolo in cammino quale è stato quello italiano dopo il secondo dopoguerra
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Spesso spuntano segmenti di opinionisti armati di sicumera che sostengono convincimenti che vanno nel senso inverso il quadrante della storia.
Da più tempo per personaggi impegnati culturalmente, a cui fa eco un diffuso mondo della informazione, la democrazia è in crisi.
Ci sarebbe ormai una svolta epocale e le autocrazie, i sistemi autoritari segnerebbero la fine di un epoca in una prospettiva soddisfacente per il governo dei popoli.
Dunque ci sarebbe una evoluzione positiva per fronteggiare i tormenti dei tempi che attanagliano le nazioni.
Non più la sovranità dei popoli ma il dominio dei sovrani sui popoli.
Un salto all’indietro rispetto i diritti dei popoli conquistati con immani sacrifici.
I sostenitori di queste posizioni assurde sono catturati dall’insediarsi in alcune nazioni di regimi autoritari e da una carsica pericolosa tendenza a legittimare oligarchie.
La solidarietà fra i popoli, la cooperazione, l’abbandono di politiche costruttive sono viste non più come obiettivi da perseguire ma da scartare. Ritornano i demoni della forza, della sopraffazione, del fanatismo religioso che copre operazioni economiche.
È vero c’è questo clima, in molte nazioni si sono insediate forze autoritarie. Ma è un balzo all’indietro, è un percorso contro la civiltà.
La democrazia come sistema di partecipazione, di formazione, di diffusa responsabilità non è più attuale secondo centri sensibili al potere.
La pacificazione delle coscienze, le visioni alte di progresso nella pace e nella libertà fra i popoli, dopo due conflitti mondiali, sono considerati fuori moda. Putin, Trump sono gettonati. I ritorni a politiche neocolonialiste con vocazioni imperiali sono viste con rispetto.
L’argine alla violenza si sbriciola difronte l’arroganza e l’insulto ad ogni principio morale. Putin che invade un Paese sovrano provocando una guerra con milioni di morti è un leader da considerare; Trump che afferma che sono dei patrioti i suoi sgherri dell’Ice che a Minneapolis hanno fatto delle vittime, è un amico per la presidente del consiglio Meloni. Oltre la democrazia c’è un ritorno all’assolutismo regio, alle signorie, alle caste.
Se pensiamo al nostro Risorgimento, alla lotta per la Costituzione e quindi della democrazia, abbiamo un riferimento di sacrifici e di conquiste.
Le garanzie nelle Costituzioni sono i Parlamenti. Il nostro è oggi svuotato dal disegno della maggioranza, che sostiene il governo con la insipienza e gli errori di una sinistra inutilmente tormentata.
Spero che nel nostro Paese la pletora di narratori, di insigni accademici, di costituzionalisti, di editorialisti faccia le barricate per difendere la democrazia con i suoi approdi di civiltà.
La crisi delle democrazie ha provocato tragedie immani.
Il nostro riscatto in Europa è avvenuto attraverso De Gasperi, Adenauer, Schumann. Un modello ancora attuale per evitare di essere trascinati a ritroso in una stagione senza passione.
Non c’è vita se c’è solo l’agire dei capi con una comunità piegata.
Il futuro è delle idee, della creatività di un popolo in cammino quale è stato quello italiano dopo il secondo dopoguerra!!!

