L'interrogazione depositata nei giorni scorsi sui percorsi diagnostici e assistenziali per le persone affette da disturbo da deficit di attenzione/iperattività (Adhd) si trasforma in una mozione. A darne notizia è il primo firmatario, Enzo Bruno, capogruppo di Tridico presidente in Consiglio regionale. La mozione è sottoscritta anche dai consiglieri di minoranza Ernesto Alecci, Elisa Scutellà, Filomena Greco, Francesco De Cicco, Elisabetta Maria Barbuto, Ferdinando Laghi, Giuseppe Falcomatà, Rosellina Madeo e Giuseppe Ranuccio.

«Si trasforma in mozione l'interrogazione presentata nei giorni scorsi dal collega Ferdinando Laghi - afferma Bruno - per impegnare formalmente la Giunta regionale ad affrontare un vuoto assistenziale che lascia senza risposte migliaia di persone e le loro famiglie».

Secondo le stime riportate nella mozione in Calabria vivrebbero tra 45mila e 54mila adulti con Adhd, nella maggior parte dei casi privi di diagnosi. «In Calabria - sottolinea Bruno - non esiste attualmente alcun centro pubblico o struttura accreditata dedicata alla diagnosi e alla cura dell'Adhd in età adulta. Inoltre, i percorsi attivi per l'età evolutiva si interrompono al compimento dei 18 anni, determinando quello che nella mozione viene definito un vero e proprio "baratro diagnostico-assistenziale».

La conseguenza - evidenzia la mozione - è che molti pazienti sono costretti a rivolgersi a strutture fuori regione, sostenendo costi personali e familiari, oppure rischiano diagnosi non corrette, trattamenti inappropriati o la rinuncia alle cure. La mozione impegna la Giunta a istituire con urgenza, presso ciascuna Azienda sanitaria provinciale o attraverso un modello hub and spoke, ambulatori multidisciplinari dotati almeno di un'équipe composta da uno psichiatra con formazione specifica, uno psicologo clinico e un infermiere o educatore professionale.

Viene inoltre richiesta la definizione di un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale regionale, che disciplini diagnosi, presa in carico, terapia farmacologica, psicoterapia e monitoraggio. Tra gli obiettivi figurano anche la continuità assistenziale dopo i 18 anni, la formazione dei medici di medicina generale e degli operatori dei servizi di salute mentale e delle dipendenze, il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e delle famiglie e l'individuazione delle risorse necessarie. «L'Adhd non si esaurisce con l'infanzia - conclude Bruno - e, se non riconosciuto e trattato, può incidere pesantemente sulla vita lavorativa, affettiva e sociale. Alla Giunta regionale chiediamo risposte concrete e in tempi brevi»