«Io sono l'emblema di chi ha scelto la discontinuità in tempi non sospetti, ormai più di cinque anni fa. Va dato un segnale forte rispetto a ciò che è stato fino a oggi. I segni della disamministrazione del centro-sinistra sono sotto gli occhi di tutti i cittadini. Pensavamo che la situazione fosse già ai minimi termini per servizi essenziali, manutenzioni e incapacità di spendere i fondi comunitari, ma negli ultimi tempi è peggiorata ulteriormente. Spero che la città dia un segnale forte di discontinuità. Queste elezioni saranno un punto di svolta. Se i cittadini lo vorranno, avremo un governo nazionale, una regione e un comune di centrodestra. Questa filiera politica favorirà le azioni necessarie per tirare fuori Reggio dallo stato catatonico in cui si trova».

Risponde così Armando Neri, candidato per la Lega al rinnovo del Consiglio comunale di Reggio Calabria. Il Commissario cittadino del Carroccio conferma l’idea che la città sia proprio davanti ad un bivio, anche se la sua partecipazione nel periodo della formazione delle liste non era così scontata.

«Ho dato un contributo importante alla candidatura del Presidente Roberto Occhiuto alle scorse regionali di ottobre 2025. Per queste amministrative pensavo inizialmente di contribuire solo al partito, inserendo dei candidati e sostenendo la lista. Affrontare un'altra campagna elettorale a pochi mesi dalle regionali è estremamente impegnativo. Poi però è scattato qualcosa. Hanno pesato le richieste lusinghiere dei vertici del partito, ma la spinta decisiva è arrivata dalla discesa in campo del candidato sindaco Cannizzaro in prima persona. Ho capito che dovevo mettermi a disposizione della città con umiltà, senza stare a guardare. È stata una scelta di pancia, che fa parte di un impegno costante costruito nel tempo con molti sacrifici. Ho indossato le scarpe e sono partito per la campagna elettorale».

Il saluto emozionante di Nino Minicucci in Consiglio Comunale ha chiuso un ciclo per la Lega o è una traccia su cui proseguire?

«L'impegno di Nino Minicucci è stato estremamente importante. Ha lasciato una traccia non solo politica, ma di grande eleganza umana e comportamentale all'interno di un Consiglio Comunale che in questi anni non sempre si è distinto per lo stile. La Lega oggi è diversa e molto più forte rispetto a cinque anni fa, forte anche del 15% ottenuto in provincia di Reggio alle ultime regionali. L'impegno di Nino rappresenta un tesoro da custodire dal punto di vista politico e umano. Su questa bella lezione di dignità tracceremo le linee per il futuro. Abbiamo una squadra forte che darà un contributo importante alla coalizione di centro-destra, sapendo che Reggio è al centro dell'agenda di governo grazie al ministro Salvini e al sottosegretario Durigon che vengono spesso a trovarci».

Cosa ha chiesto il segretario nazionale Matteo Salvini ai candidati al Comune e cosa i candidati possono chiedere al ministro?

«Il ministro ci ha chiesto di fare una campagna elettorale di grande presenza sul territorio e di ascolto a viso aperto, accogliendo anche le critiche. Vuole che facciamo un'azione informativa seria sulle idee della Lega. C'è un confronto continuo e accessibile tra i vertici e la base. Ci ha chiesto di raccontare ciò che il partito sta facendo per Reggio e per la Calabria, superando i vecchi retaggi di quando si chiamava Lega Nord. Oggi la Lega è un partito nazionale radicato al Sud che fa investimenti importanti. Salvini, come nessun ministro prima di lui, sta investendo su infrastrutture, viabilità e sul rilancio dell'aeroporto, che a brevissimo vedrà l'inaugurazione della nuova aerostazione grazie all'impegno del governo regionale e dell'onorevole Cannizzaro. Ci ha chiesto di essere bravi a raccontarci, ma soprattutto ad ascoltare per dare risposte concrete».

Entriamo nel vivo del programma. Lei si è occupato di molte cose sia nell'amministrazione che dall'opposizione. Qual è il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale?

«Sono molto orientato sul tema del lavoro. La cosa più bella che ho fatto da vicesindaco, e di cui vado fiero, è stata dare stabilità lavorativa e dignità a tanti precari del Comune, in particolare ai 104 LSU e LPU. Come coalizione dobbiamo dare risposte concrete, specialmente ai giovani. Dobbiamo sfruttare la straordinaria formazione dell'Università Mediterranea e rafforzare il legame tra la fine degli studi e l'inizio del lavoro per far sì che i giovani restino a Reggio. Non deve essere solo uno slogan, ma un impegno concreto. Vorrei, inoltre, attenuare la narrazione secondo cui fare impresa a Reggio è impossibile. Dobbiamo permettere a chi vuole investire di farlo serenamente, attraverso una forte sburocratizzazione delle attività di competenza comunale e metropolitana. Semplificare la vita agli investitori e alle imprese esistenti è fondamentale. Dobbiamo dialogare con gli imprenditori e le loro organizzazioni per costruire una rete forte, che è la vera risposta alla priorità del lavoro. Dobbiamo uscire dalla logica che ci ha resi schiavi al Sud, ovvero che l'unica industria esistente sia la pubblica amministrazione».

In che modo la pubblica amministrazione ha condizionato questo sistema secondo lei?

«La pubblica amministrazione è un comparto di servizi importante che dà lavoro, ma se restiamo chiusi solo su questo creiamo un effetto distorsivo. Si corre il rischio di usare le istituzioni per creare "occasioni di lavoro" elettorali e non veri posti di lavoro. Mi riferisco a un evento molto recente: l'azienda di trasporti Atam che indice ben due bandi di concorso a soli dieci giorni dalle elezioni. Questa distorsione è una vergogna, figlia della logica per cui o trovi spazio lì o non c'è alternativa. Questa mentalità va cambiata. Sono certo che la coalizione forte e strutturata che uscirà dal voto avrà il coraggio di osare per ottenere risultati concreti nel breve e medio periodo».

Proviamo ad entrare nella sfera più intima della decisione di candidarsi. Come l'ha accompagnata la sua famiglia in questa scelta? Ecco, Armando Neri come papà come vive questo momento?

«Tocca un tasto dolce. La mia famiglia è il pilastro della mia vita e condivido con loro ogni scelta, perché so che ha una ricaduta su di loro. L'altro giorno mia figlia più piccola, Matilde, mi ha detto: "Papà, sei sempre in giro". Sono mazzate che arrivano dall'alto. Ora che ha otto anni ho cercato di spiegarle il perché, con la speranza di darle un esempio positivo. Questo sacrificio è mio, ma lo percepiscono fortemente anche mia moglie Daniela e le mie figlie. Vorrei che fossero orgogliose di me. Dobbiamo essere presenti per gli altri: quando sentiamo un grido d'aiuto, da chiunque provenga, non possiamo girarci dall'altra parte. Questa sensibilità e questa disponibilità derivano dalla mia formazione cattolica e sociale di prossimità, che porto con me nella Lega e nell'impegno politico».

Quindi com'è stato il confronto in casa quando è emersa l'ipotesi di correre per il Consiglio comunale?

«Inizialmente, come detto, non avevo intenzione di candidarmi. Quando ne ho parlato con mia moglie Daniela, è stata proprio lei a dirmi: "Guarda Armando, se non ti candidi questa volta sbagli". È stata una sorpresa. Spesso le mogli preferiscono che i mariti non si sottraggano al tempo familiare per la politica. Lei invece mi ha dato molto coraggio. Mi ha spiegato che questo impegno politico è una parte importante della mia vita e della mia vocazione personale, ed era giusto che me ne prendessi cura nel migliore dei modi. Le sono profondamente grato, così come ringrazio le mie figlie per il supporto in questi sforzi. Spero di cuore che tutto questo possa tradursi in un risultato positivo».