«C’è chi usa i sondaggi per analizzare la realtà e chi, invece, li maneggia come specchi per le allodole. Il presidente dimissionario Roberto Occhiuto, pur di mostrarsi imbattibile, si affida a rilevazioni che hanno più l’aspetto di un’operazione di marketing politico che di uno strumento scientifico», è quanto afferma la consigliera regionale del Pd Amalia Bruni dopo il rilevamento Emg che attribuisce al presidente uscente un vantaggio netto su Tridico e Toscano con ben il 60%. Un sondaggio che fin da subito ha fatto esplodere le polemiche.

«La prima anomalia è evidente – spiega Bruni –: il sondaggio è stato realizzato il 22 e 23 agosto, quando la candidatura di Pasquale Tridico è stata ufficializzata solo il 23. Tradotto: almeno metà degli intervistati ha espresso un parere su un candidato che, in quel momento, ancora non esisteva. È come chiedere agli spettatori di commentare un film prima ancora che venga girato: pura fantascienza, non rilevazione statistica».

“Ma il nodo più serio – prosegue la consigliera dem – riguarda i rapporti con la Regione. La società che ha confezionato il sondaggio, come è stato rilevato da più parti, ha in corso un contratto proprio con l’ente guidato da Occhiuto. Davvero possiamo credere che si tratti di un’indagine indipendente? È come se l’arbitro di una partita fosse anche consulente della squadra che deve dirigere: il conflitto di interessi è grande quanto un campo da calcio. E allora non c’è da stupirsi se i risultati appaiono così favorevoli al presidente dimissionario: più che un sondaggio, sembra un assist confezionato su misura».

«Questa non è ricerca sociale, ma propaganda istituzionalizzata – sottoline al’esponente Pd -. Un sondaggio piegato alle esigenze di chi vuole dare l’illusione di avere già vinto, dimenticando che la vera partita si gioca nelle urne. E lì non valgono i questionari telefonici né le percentuali gonfiate: valgono le scelte libere e consapevoli dei calabresi. Sono loro, e non i sondaggi di comodo, a decidere chi dovrà guidare questa Regione. E i cittadini, statene certi, hanno più fiuto dei migliori sondaggisti», conclude Bruni.