Franz Caruso contro Biagio Faragalli per la presidenza della Provincia di Cosenza. Uno scontro polarizzato, con il centrosinistra e il centrodestra ad aver messo le loro fiches sull’inquilino principale di Palazzo dei Bruzi e sul sindaco di Montalto Uffugo. Malumori in entrambi gli schieramenti: pubblici quelli di Avs, di parte di Pd e del Psi, più contenuti mediaticamente tra il raggruppamento dei conservatori dove la sintesi finale è stata trovata dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo.

Due liste a testa, di cui la seconda monca per entrambi. Di nove anziché 12 quella del centrodestra, di 7 quella del centrosinistra. Fatto sta che non tutti i territori sono adeguatamente rappresentati, ma si è cercato di pescare laddove si ritiene ci possano essere dei buoni bacini elettorali all’interno delle amministrazioni comunali.

Si voterà l’8 marzo, giorno in cui si rinnoverà anche il consiglio provinciale. L’esito sancito delle urne assumerà inevitabilmente un marcato carattere di natura politica con uno sguardo sul 2027 quando saranno i cittadini, e non sindaci e consiglieri, a decidere a chi assegnare la fascia tricolore del Comune capoluogo e di altri centri nevralgici dell’ampio territorio bruzio come ad esempio Castrovillari.

Franz Caruso col favore dei numeri

Franz Caruso ha l’opportunità di riportare nelle disponibilità del centrosinistra la Provincia di Cosenza dopo i 4 anni di gestione Rosaria Succurro, culminati con il suo ingresso in regione e le dimissioni in favore del vice presidente Giancarlo Lamensa. Caruso respinge l’idea che il centrosinistra possa ripetere gli errori del passato: «No, mi pare che non solo le dichiarazioni pubbliche, ma soprattutto la presenza nelle liste, testimoni che non si sono ripetuti gli errori dell’ultima volta».

Il riferimento è al 2022 quando Ferdinando Nociti e Flavio Stasi si presentarono divisi e la sindaca di San Giovanni in Fiore riuscì a strappare una clamorosa elezione, anche grazie all’opera di ricamo politico effettuata all’epoca da Marco Ambrogio, suo marito e oggi futuro candidato nella “capitale della Sila”.

Il primo cittadino rivendica quindi la solidità dell’alleanza: «Siamo una coalizione compatta e coesa, al di là di quelle che possono essere le dichiarazioni di singoli soggetti - ha aggiunto -. Oggi bisogna lavorare per ricongiungere tutti quanti a un’unità di intenti. La Provincia, dopo quattro anni di malgoverno del centrodestra, può ritornare a essere governata dal centrosinistra, dal campo largo. Io credo che questa occasione non vada sprecata».

Faragalli vuole dare continuità alla Provincia di Cosenza

Biagio Faragalli, dal canto suo vuole dare seguito a quanto accaduto proprio nel 2022 e blindare la filiera azzurra che parte dalla Provincia e termina alla regione. Ha descritto il clima che accompagna la sua candidatura parlando di «uno spirito sicuramente costruttivo e di un grandissimo entusiasmo da parte di tutti, da parte di tutta la coalizione di centrodestra».

«Colgo l’occasione - ha affermato - per ringraziare tutte le forze del centrodestra, i segretari provinciali, i candidati, i candidati uscenti, il presidente Occhiuto, perché è stata una volontà unanime costruire questo percorso intorno a questa figura. Sono fortemente convinto che in questo momento bisogna dare un grande contributo alla Provincia di Cosenza, guardare alle aree interne, guardare alle coste, guardare ai piccoli comuni, ai grandi comuni, lavorare con spirito di servizio, con sacrificio, ricordando sempre che noi non siamo proprietari degli enti, siamo servitori di questa comunità».

Ed ha aggiunto: «Lo spirito con il quale amministro la mia città sarà lo stesso che ci porterà a condurre questa splendida battaglia. È ovvio che l’emozione è tanta, la responsabilità è grande, ma lavoreremo con grande entusiasmo fino all’8 marzo insieme a tutti i candidati che voglio pubblicamente ringraziare in questo percorso condiviso». Il candidato ha insistito sul valore del gioco collettivo: «Sono fortemente convinto che in politica non c’è bisogno di avere un’unica forza, un unico uomo al comando, ma bisogna lavorare con spirito di sacrificio, facendo gruppo e facendo squadra».

Infine, lo sguardo alla fase delicata che sta attraversando il territorio: «La voglia di lavorare c’è. Sappiamo che è un momento delicato, anche viste le condizioni meteorologiche che stanno colpendo la nostra terra, ma siamo al servizio perché dobbiamo ascoltare i territori, recepire le loro istanze, lavorare stando vicino a tutti con la presenza e con lo spirito giusto. I problemi ci sono - ha concluso - ma li affrontiamo coinvolgendo tutte le forze politiche con grande spirito di sinergia, perché è una candidatura unitaria, voluta da tutto il centrodestra. Sono convinto che con questo spirito possiamo fare tanto per questa splendida provincia e per questa nostra terra».