Che l’aria fosse pesante nell’aula Fortugno lo si è capito subito. La seduta, inizialmente prevista per le 15:30, ha preso il via solo due ore dopo. L’opposizione di centrosinistra pensava già ad affilare le armi mentre il presidente Roberto Occhiuto, nella Sala Monteleone, presentava numeri e dati dell’azione del suo governo regionale rispetto alla mitigazione del rischio idrogeologico.

All’ordine del giorno c’è anche una mozione che chiede alla giunta regionale di accelerare, impegnandosi con il Governo e con Bruxelles, rispetto alla gestione dell’emergenza post-alluvione del 20 gennaio scorso. Ma l’obiettivo delle opposizioni è un altro, e punta dritto alla (re)introduzione delle figure dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale.

Il punto è stato aggiunto in coda all’odierno ordine del giorno per apportare alcune modifiche al testo definitivo, secondo il quale il Presidente può nominarne fino a due, anche estranei al Consiglio regionale, con la facoltà di partecipare alle sedute di Giunta, ma senza diritto di voto, con l’ulteriore differenza, rispetto agli assessori, che la loro nomina non comporta la sospensione dalla carica di Consigliere regionale.

Oltre che per la loro reintroduzione, il centrosinistra punta l’indice sul trattamento economico e le strutture a supporto previste. Il documento definisce nel dettaglio i costi e le risorse destinate a queste nuove figure: ai sottosegretari spetta un’indennità mensile composta dal 70% dell’indennità di carica e dall’80% dell’indennità di funzione prevista per gli assessori, e potranno avvalersi di strutture di diretta collaborazione (composte da massimo tre unità ciascuna) per compiti di supporto tecnico.

L’onere complessivo per le indennità è quantificato in 347.280,00 euro a regime, mentre per le strutture di supporto la spesa massima prevista è di 625.269,00 euro annui. Per ciò che riguarda gli assessori non consiglieri, si è pensato di uniformare la disciplina esistente equiparando il loro trattamento a quello dei consiglieri nominati assessori.

Le opposizioni hanno annunciato una conferenza stampa ad hoc alla fine della seduta, ma il centrodestra insiste sulla bontà del provvedimento che, ha detto Filippo Pietropaolo, presidente della Commissione Bilancio, «ha ridotto i costi originari», attraverso un emendamento ancora in fase di stesura.

Parchi Marini e Arpacal, ok a bilanci di previsione

Il Consiglio però ha seguito la strada tracciata dall’ordine del giorno, trattando e approvando uno dopo l’altro i bilanci di previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi marini regionali e dell’Arpacal, insieme alla delibera n°87 del 27 febbraio scorso con cui la giunta regionale interviene sulla programmazione del POC 2021-2027, finanziato attraverso le risorse del Fondo di Rotazione (FdR).

Filippo Pietropaolo (FdI) ha illustrato tutti i provvedimenti spiegando che con il primo atto si definisce il quadro preliminare degli interventi finanziabili con il Fondo di Rotazione per un importo complessivo di 694.611.708,94 euro, con l’obiettivo di avviare la concertazione con le amministrazioni nazionali per sottoscrivere un Atto Aggiuntivo all’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

La priorità sarà quella di completare i progetti del ciclo 2014-2020 non conclusi e nuovi interventi basati sui fabbisogni territoriali. Le aree con i maggiori stanziamenti includono la competitività delle imprese (oltre 278 milioni di euro), la riqualificazione urbana (114 milioni di euro) e l’ambiente (93 milioni di euro).

Con la deliberazione n. 109 del 25 marzo scorso si modifica e integra la delibera n. 87 prevedendo, a seguito di interlocuzioni con il sistema accademico, un incremento di 10 milioni di euro per il settore «Educazione e Formazione» (portandolo a 20 milioni totali) per finanziare borse di studio a favore di studenti meritevoli delle università del Mezzogiorno. Risorse che saranno ridotte dello stesso importo al settore «Turismo e ospitalità».

Diritto allo studio oltre l’emergenza

La proposta di legge n. 9, illustrata dal capogruppo meloniano Angelo Brutto, introduce modifiche alla Legge Regionale n. 34/2001 per riformare il sistema di finanziamento del diritto allo studio universitario in Calabria, con l’obiettivo di superare l’approccio «emergenziale» del passato per garantire la copertura totale delle borse di studio agli studenti idonei sin dall’inizio dell’anno accademico.

Per evitare ritardi nell’erogazione dei fondi, vengono stabiliti termini perentori per lo scambio di dati e flussi finanziari tra Regione e Università: al 31 maggio le Università trasmettono il fabbisogno finanziario preventivo alla Regione; entro il 15 settembre la Regione trasferisce agli Atenei il 70% delle risorse disponibili in bilancio; entro il 31 ottobre sono gli Atenei a dover assicurare l’erogazione delle borse di studio agli studenti, tenendo conto che entro il successivo 31 gennaio è prevista l’erogazione del saldo finale da parte della Regione.

Il sistema, che prevede anche l’eliminazione “dell’idoneo non beneficiario”, si sostiene con l’uso prioritario delle risorse comunitarie (PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027) e non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale, poiché stabilizza risorse già programmate (circa 5,5 milioni di euro per il 2026 e 4,5 milioni annui per il 2027-2028).

Disco verde alla nuova legge “omnibus”

La proposta di legge n. 32, illustrata da Emanuele Ionà, è una nuova legge omnibus, il classico provvedimento di natura tecnica e ordinamentale che introduce modifiche e integrazioni a 16 diverse leggi regionali. Le opposizioni, con Alecci e Greco, lo sottolineano, ma il provvedimento passa a maggioranza.

Tra i principali ambiti di intervento figurano la navigazione sui laghi, lo snellimento dell’iter di approvazione degli strumenti urbanistici e, per gli usi civici, la possibilità per i privati di scegliere direttamente i tecnici per le perizie, negoziando liberamente il compenso.

In tema di servizio idrico si concede una deroga ai limiti di spesa per consentire alla società SoRiCal il subentro nelle gestioni comunali su tutto il territorio regionale. In materia di edilizia residenziale pubblica vengono introdotte tutele per i soggetti vulnerabili (minori, anziani, disabili) in caso di rilascio di alloggi occupati abusivamente, prevedendo l’individuazione di soluzioni temporanee alternative.

Viene inoltre prorogato al 31 dicembre 2026 il termine per i Comuni per presentare i programmi di alienazione degli alloggi. Infine, si interviene anche sulla polizia mortuaria, stabilendo che la distanza minima delle case funerarie da ospedali e cimiteri viene ridotta da 250 a 100 metri.