L’ex premier rivendica la grande partecipazione registrata agli appuntamenti di “Nova” per costruire il programma dal basso. Gasparri nega che la linea politica di Forza Italia sia dettata da Arcore, l’imbarazzo di Michele Emiliano sul suo ritorno alla magistratura
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I perimetri della politica italiana, oggi come non mai, si presentano a geometria variabile. A destra c’è il generale Vannacci che prova a sparigliare il centrodestra. Nel campo progressista c’è il gran ritorno di Matteo Renzi, il rottamatore e impallinatore di più di un governo. “Se mi sfaci non vale” è stato il titolo della nuova puntata di Perfidia condotta da Antonella Grippo in cui si è cercato di indagare nel magma ribollente della politica italiani con ospiti di primo piano.
Su tutti un Giuseppe Conte pienamente ristabilito dopo il suo stop forzato per motivi di salute. L’avvocato del popolo ha ribadito che ormai il M5s ha fatto una scelta di campo netta ed è quella del campo progressista. Ma Conte si appassiona poco a possibili alleanze o convergenze. La sua priorità oggi è il programma per aiutare gli italiani a superare questo momento economicamente terribile. L’ex premier rivendica il gran lavoro fatto con “Nova” una serie di incontri sul territorio che hanno visto la partecipazione di oltre 16mila persone, anche non iscritti, per discutere del programma. «Parlare di possibili alleati ora non ha senso che si tratti di Renzi o altri - dice Conte - Abbiamo lavorato con AVs e Pd c’è una base di partenza. Al di là di nomi e sigle dobbiamo costruire un’alleanza che garantisca che questo progetto sia vincente e una coalizione stabile per governare cinque anni».
Un programma politico che non tratta solo la politica interna, ma quella estera. Per questo ha definito ipocrita l’atteggiamento del Governo sulle immagini di Ben-Gvir che sbeffeggia gli attivisti della Flotilla. Conte ricorda che il ministro della Sicurezza nazionale già in precedenza aveva postato video simili, ha ricordato che altri ministri hanno inneggiato all’introduzione della pena di morte per i detenuti palestinesi, ha sottolineato che il genocidio dei palestinesi, bambini soprattutto, va avanti da tempo. Però la Meloni solo ora decide di convocare l’ambasciatore di Israele. Per far cosa?
Conte ha anche aggiunto che Nova non sarà il nuovo logo del Movimento perché la causa contro Grillo sul simbolo «la vinciamo noi». Ultima bordata al Governo riguarda la vicenda del patto di stabilità, che il leader grillino definisce senza mezzi termini folle. «Solo oggi il Governo si sveglia e chiede la deroga, ma non mette in dubbio la possibilità di sforare i parametri destinati alla spesa militare, magari per investire nel risparmio energetico per famiglie e imprese, Saprete come andrà a finire - sostiene - che la Ue ci consentirà di sforare a patto di prendere le risorse dai fondi destinati allo sviluppo delle regioni del Sud come la Calabria».
Altro big in trasmissione è stato Maurizio Gasparri, presidente della commissione Esteri, ma soprattutto responsabile enti locali di Forza Italia, incarico al quale tiene molto. Il senatore forzista ha detto che gli sfasciatori ci sono sempre stati in politica e cita il Caso di Rifondazione comunista, con Bertinotti che fece naufragare il governo di centrosinistra. Su Vannacci, Gasparri però è chiarissimo «Abbiamo una posizione chiara sulla politica estera, non possiamo imbarcare gente con percentuali basse, può comandare su alleanze vaste. Noi continuiamo sulla nostra strada di una maggioranza da sempre compatta»
Alla Grippo che chiede se la linea politica viene dettata da Cologno Monzese, Gasparri replica in maniera altrettanto netta «Le decisioni politiche le prendiamo nelle sedi politiche.
Noi rispettiamo l’opinione di tutti. C’è un legame morale con chi ha creato il partito ed è normale che i figli di Berlusconi facciano il tifo per il partito creato dal padre. Però guardi ero nel Veneto al congresso, sono stato in Calabria… abbiamo deciso di movimentare la partecipazione dal basso degli iscritti, c’è un partito ormai strutturato che è sopravvissuto alla scomparsa del suo leader senza mai dimenticarlo. D’altronde i gaullisti in Francia si chiamano ancora così nonostante De Gaulle sia morto decine di anni fa. I figli di Berlusconi ci sono vicini, ma hanno ribadito più volte di non voler scendere in politica»
Altro big della puntata è stato Michele Emiliano che ha spiegato il senso della sua richiesta al Csm. L’ex Governatore della Puglia ha ricordato che esiste una legge in Italia che impedisce ai magistrati che hanno fatto politica di tornare ad indossare la toga. questo a tutela dell’immagine della magistratura e la sua credibilità. Per questioni burocratiche questa norma non si applica a lui, andato in aspettativa prima che la legge entrasse in vigore. Emiliano però ha fatto richiesta di fare il consulente perchè dopo tanti anni di politica si sentirebbe in condizione di creare imbarazzo alla magistratura. Vedremo come finirà perchè il Csm dovrà pronunciarsi i primi di giugno. «Il Csm è un ginepraio molto complicato», ammette Emiliano per cui difficile fare pronostici.
Intanto anche l’ex Governatore della Puglia, che ha presentato il suo ultimo libro “La notte di San Nicola”, ha parlato con grande delicatezza della successione alla guida della Regione Puglia che deve avvenire in maniera elegante sia per chi subentra sia per chi ha preceduto. «In fondo - dice Emiliano- l’unica cosa che conta è il bene della comunità»
In studio per la parte del talk erano presenti Giuseppe Falcomatà e Nino Spirlì. Quest’ultimo ha definito Vannacci come quei petardi che quando li compri sembrano pronti a fare tanto rumore, ma poi floppano. Spirlì si è chiesto anche se sia utile in Italia un partito di estrema destra. Sul no ha concordato anche Falcomatà che ha detto che Vannacci sarà un problema per la Meloni: se lo accoglie in coalizione perde la faccia, se non lo accoglie, perde le elezioni.

