Salta la conferenza stampa sulla remigrazione ma il deputato calabrese cerca di far entrare i neofascisti da un ingresso laterale (e non ci riesce) e su Salvini dice: «Non si dissocia». Scontro con Pd, M5S e Avs che occupano la sala cantando Bella Ciao
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Ci riprova? «Penso proprio di sì». Così il deputato leghista Domenico Furgiuele ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se organizzerà di nuovo la conferenza stampa sulla remigrazione annullata alla Camera dopo l'occupazione dei banchi da parte dell'opposizione per l'annuncio presenza di esponenti di Casapound.
Per la verità ci ha riprovato quasi subito causando un certo trambusto provando a far entrare alla Camera, da un ingresso laterale, alcuni degli esponenti del cartello di estrema destra che doveva tenere l’incontro poi annullata per motivi di ordine pubblico. Il Regolamento consente infatti a ogni deputato di far accedere al Palazzo fino a cinque ospiti. All'interno del Palazzo, dall'altro lato del posto di controllo dove si sta vedendo il da farsi, si sono intanto riuniti i deputati dell'opposizione, per un nuovo 'presidio' a Montecitorio. Niente da fare: «Per questioni di ordine pubblico oggi nessun ospite esterno può entrare a Montecitorio», è la la decisione ufficiale della Camera che stoppa il tentativo.
Insomma, molto rumore (e forse era proprio questo l’obiettivo) ma l’idea di mettere in scena il convegno è andata male perché un gruppo di deputati di Pd, M5S e Avs ha occupato la sala stampa della Camera per impedire la conferenza sulla “remigrazione” prevista alle 11.30, alla quale avrebbero dovuto partecipare il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, ex Forza Nuova, e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. Le opposizioni avevano già annunciato l’intenzione di bloccare l’iniziativa, definita un tentativo di far entrare «nazisti nel palazzo». Tra i presenti Laura Boldrini, Matteo Orfini, Arturo Scotto e Filiberto Zaratti.
A seguito della protesta, la Presidenza della Camera ha deciso di annullare tutte le conferenze stampa previste per la giornata. Già ieri il presidente Lorenzo Fontana aveva definito l’incontro «inopportuno».
La sala era stata prenotata dal deputato leghista di Lamezia Terme, al quale Fontana aveva chiesto personalmente di fare un passo indietro. Durante il confronto con i parlamentari delle opposizioni, che sventolavano la Costituzione e intonavano “Bella ciao”, Furgiuele ha rivendicato il diritto a tenere la conferenza, sostenendo che l’iniziativa prevedeva anche la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare. Arturo Scotto (Pd) ha replicato richiamando il divieto di riorganizzazione del partito fascista previsto dalla Costituzione.
Lo scambio è proseguito con interventi di altri deputati. «Sono cittadini che sono venuti qui a spese loro, voi siete della Ztl», ha affermato Furgiuele. A rispondere è stato Filippo Sensi (Pd): «Io sto sul Raccordo anulare, mentre quelli di CasaPound stanno a spese nostre da una vita qui a Roma». Il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi ha sottolineato: «Nella settimana del Giorno della Memoria arrivano gli skinhead: non sono opinioni, sono crimini». Furgiuele ha quindi accusato le opposizioni di comportamenti «antidemocratici».
Nel frattempo, i rappresentanti di CasaPound e degli altri gruppi che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza hanno improvvisato un comizio all’esterno di Montecitorio, dietro le transenne e con un megafono, gridando «vergogna». Ai cronisti, Marsella ha dichiarato: «Serve rispetto. La remigrazione non è deportazione, è il contrario», aggiungendo che l’immigrazione rappresenterebbe anche un problema di identità culturale. I promotori hanno sostenuto che la proposta prevede il rientro volontario anche di immigrati regolari e hanno criticato il Pd per essersi «dimenticato del lavoro e dei problemi degli italiani», attaccando inoltre chi, a loro dire, trarrebbe profitto dall’immigrazione.
Furgiuele ha anche spiegato di non essere in contrapposizione con la Lega sull’iniziativa: «Fontana ha fatto una moral suasion da presidente della Camera, mentre il mio presidente del gruppo Molinari, di cui sono onorato di essere vice, mi ha rispettato dicendo che è una prerogativa di un parlamentare prenotare la sala stampa della Camera. Io volevo mettere a disposizione uno dei palazzi più importante della Repubblica per i cittadini». E Matteo Salvini? Con lui, ha sostenuto Furgiele, «non c'era necessità di parlarne perché è una prerogativa del parlamentare. Ci sentiamo ogni giorno. Non ne ho neanche parlato. Era al corrente sicuramente, non si dissocia. Se volete questa soddisfazione non ve la darà. La Lega non si è scontrata con me su questo».


