Il capogruppo di Tridico Presidente critico sulla proposta di legge presentata dal consigliere Orlandino Greco: «Venga ritirata e si apra un confronto serio sulle reali priorità della nostra regione»
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«Il “poltronificio” della destra calabrese sembra non conoscere limiti». È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di "Tridico Presidente", intervenendo sulla proposta di legge n. 64 per l'istituzione del "Garante regionale per il sovraindebitamento", presentata dal consigliere Orlandino Greco.
«Dopo l'allargamento della giunta, l'introduzione dei consiglieri supplenti e la creazione dei sottosegretari, tutte scelte che hanno comportato costi rilevanti a carico dei calabresi - prosegue - oggi assistiamo all'ennesimo tentativo di moltiplicare incarichi e posizioni. È un disegno politico chiaro, che privilegia la distribuzione di ruoli rispetto alla risposta ai bisogni reali della comunità».
Nel merito della proposta, Bruno evidenzia come «non emergano reali esigenze dei cittadini che giustifichino l'istituzione di una nuova figura. Si tratta piuttosto di un incarico fiduciario, presentato come organismo indipendente, ma destinato a essere nominato dalla maggioranza e accompagnato da un'indennità significativa, fino a 50mila euro annui. In una regione che continua a fare i conti con difficoltà economiche e sociali appare quantomeno inopportuno introdurre ulteriori costi per funzioni che, peraltro, risultano già esercitate da altri soggetti, come le Camere di commercio, gli organismi di composizione della crisi e il difensore civico. La dichiarata assenza di oneri, a fronte della previsione di un'indennità così rilevante, rappresenta una contraddizione evidente sul piano tecnico e contabile».
«La proposta - afferma ancora - sembra spingersi oltre le competenze regionali: la maggioranza ha la presunzione di istituire un Garante che dovrebbe "coordinare” i tribunali e monitorare gli organismi di composizione della crisi, materie che sono di competenza esclusiva dello Stato (art. 117 Cost.). Una legge regionale che pretende di interferire con l'ordinamento giudiziario. È un tentativo velleitario di sostituirsi agli organi statali che espone la Calabria all'ennesima figuraccia davanti alla Corte costituzionale. Si tratta di un'impostazione che rischia di esporre la Regione a censure di legittimità».
Bruno richiama inoltre l'attenzione su alcuni aspetti della disciplina proposta: «I requisiti previsti per la nomina appaiono particolarmente circoscritti, alimentando il dubbio che si tratti di una figura costruita su misura. A ciò si aggiunge la possibilità per il Garante di continuare a esercitare la libera professione, con evidenti profili di potenziale conflitto di interessi, e senza un adeguato sistema di responsabilità».
«Non si tratta di negare l'importanza del tema del sovraindebitamento - conclude Bruno - ma di affrontarlo con strumenti efficaci e nel rispetto delle competenze istituzionali. La Calabria ha bisogno di una pubblica amministrazione sobria, efficiente e orientata ai servizi, non dell'ennesima struttura che rischia di appesantire la spesa senza produrre benefici concreti. Per queste ragioni riteniamo che la proposta debba essere ritirata e che si apra un confronto serio sulle reali priorità della nostra regione».

