Nel corso di una riunione soporifera a Palazzo Campanella, il clima si è arroventato attorno alla questione delle concessioni balneari, che resta fortemente suscettibile di impugnativa da parte del governo
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
L’obiettivo del testo licenziato dalla Quarta Commissione, con parere finanziario favorevole della Seconda è quello di regolamentare le concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative applicando a livello locale i principi della Direttiva Bolkestein. Intanto con la valutazione della "Scarsità della Risorsa”: i Comuni costieri devono valutare se la risorsa "spiaggia" sia scarsa o se vi sia un "interesse transfrontaliero certo". La valutazione deve basarsi su criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati.
La Regione Calabria fornirà supporto tecnico-amministrativo ai Comuni senza costi aggiuntivi. Se la risorsa è scarsa (o c'è interesse transfrontaliero) ha spiegato il relatore Domenico Giannetta, i Comuni devono obbligatoriamente indire procedure di gara a evidenza pubblica. In assenza di scarsità e proroghe se la risorsa “non è scarsa” (e manca l'interesse transfrontaliero) le nuove concessioni libere vengono assegnate tramite procedure trasparenti e pubbliche. Le concessioni balneari esistenti vengono prorogate per una durata pari a quella dei nuovi bandi, uniformando le scadenze temporali.
È prevista una deroga per eventi calamitosi introdotta a seguito dei danni causati dalle mareggiate e dagli eventi meteo avversi di gennaio e febbraio scorsi: si dispone una proroga eccezionale fino a un massimo di 5 anni per le concessioni balneari in essere con la finalità di permettere l'ammortamento e l'equa remunerazione degli investimenti privati necessari al ripristino funzionale degli stabilimenti.
Sul punto ha annunciato il voto favorevole tanto il Movimento 5 stelle quanto Casa riformista, con Scutellà a chiarire che la norma per quanto necessaria è suscettibile di essere impugnata e la Greco a chiedersi fino ad oggi cosa ha fatto il governo regionale per aiutare a risolvere il problema. Anche Falcomatà (Pd) si è augurato che sulla norma sia stata posta la giusta attenzione – facendo ironicamente riferimento alla ricusazione della lista Ogni giorno Reggio Calabria messa in piedi proprio da Giannetta per le imminenti comunali - anche per «evitare di affidare la materia agli uffici tecnici».
«Abbiamo deciso di mettere a terra questa proposta per stare accanto ai lavoratori del settore balneare – ha replicato Giannetta -, noi non guardiamo i problemi ma li affrontiamo. Ci assumiamo la responsabilità di portare avanti un percorso che tra norme nazionali e europee è una giungla». A rafforzare il concetto anche Mancuso: «Noi siamo qui per fare gli interessi dei cittadini, il problema non è di semplice risoluzione – dice ricordando che la metà dei piani spiaggia comunali non sono approvati dai comuni -. Ci sono 800 km di costa e 600 imprese balneari, e noi stiamo dicendo che non c’è scarsità di risorse e quindi che non c’è bisogno di vessare ancora i nostri imprenditori con i nuovi bandi». Anche per questo, Angelo Brutto (FdI) che ha esaltato il valore della legge, si è chiesto quale sia la posizione del Partito democratico.
In qualche maniera abbinata alla precedente norma è la proposta di legge n. 56, d'iniziativa del consigliere Giuseppe Mattiani (Lega), che introduce misure urgenti di semplificazione e flessibilità per le attività balneari calabresi colpite dalle mareggiate del gennaio scorso. Il testo modifica l'articolo 27 della Legge Regionale n. 17/2005 e tra le altre cose prevede lo spostamento temporaneo degli stabilimenti: i titolari di concessioni danneggiate o inaccessibili possono infatti richiedere una collocazione alternativa temporanea, operativa per la sola stagione balneare 2026. L'assegnazione della nuova area può avvenire in assenza del Piano Comunale di Spiaggia e in deroga alla distanza minima di 50 metri lineari tra concessioni adiacenti. Tuttavia lo spostamento è consentito solo se viene garantita una quota minima pari al 30% di spiaggia libera per ogni fronte mare comunale. Sono stati fissati anche dei requisiti per i concessionari: l'accesso alle licenze suppletive richiede la regolarità nel pagamento dei canoni demaniali e dell'addizionale regionale, l'assenza di abusivismo e la totale sicurezza dei luoghi ripristinati.

