«Noi ci candidiamo alle primarie e lo facciamo per vincere, ci candidiamo poi nel centrosinistra anche per vincere e tornare alla guida del Comune. Questo è l'auspicio che faccio alla coalizione reggina».

Mimmetto Battaglia è già in clima da campagna elettorale. Lui, al pari dei suoi avversari interni, né dovrà fare due. Quella delle primarie e se il voto gli sarà favorevole, quella per il Comune, in una sequenza da togliere il respiro visti i tempi ristretti. Lo incontriamo fuori da Palazzo San Giorgio, con una carpettina in mano piena di fogli. Ora la apre, ora la chiude. Lo fermano in tanti. Si ferma, parla con tutti. Sa che questi mesi che stanno trascorrendo velocemente sono importanti, per lui e per l’amministrazione uscente. Ed è chiaro che il suo pensiero, in questo momento è rivolto alla competizione interna al centrosinistra, atteso che l’appoggio dichiarato del Pd alla sua persona è arrivato non senza una discussione che ha anche prestato il fianco ai detrattori. Ma ora si fa sul serio e Battaglia, utilizza tutta la sua esperienza politica per mettere in chiaro alcuni concetti, che diventano messaggi per compagni e alleati.

«Io partecipo alle primarie, sono sindaco in carica, sono stato individuato come vicesindaco il 1° dicembre dello scorso anno come punto di sintesi di un ragionamento. E' chiaro che il sindaco in carica poi diventa il candidato unico del Partito Democratico. E' stato un percorso, non era scontato, ma è stato un percorso che vede tutti i livelli del Pd d’accordo sul mio nome. Questo non può che farmi piacere e riempirmi di orgoglio, un’onore, ma è anche un onore esserlo e essere seduto per questi mesi a Palazzo San Giorgio dove invece abbiamo tante cose da fare e cerchiamo di portarle a termine. Non mi sono sottratto nel 2014, figuriamoci adesso. Le primarie sono uno strumento democratico al quale ho già dato il mio contributo più di dieci anni fa, lo faccio quest'anno con ritrovata forza, ritrovato senso di responsabilità e mettendomi al servizio come sempre della città».

Ha appena detto che di rappresentare anche il “punto di sintesi di un ragionamento politico”… Si spieghi meglio

«Se mi chiede se le primarie sono l’unica strada percorribile dico si, ma soprattutto io tengo a precisare che c'è una cornice nazionale. In questi anni la coalizione di centrosinistra ha rimontato parecchi punti sulla coalizione di centrodestra, stando dentro un campo di gioco, una cornice, che vede determinate forze alleate del Partito Democratico, come 5 Stelle, Avs, tutta quella geografia di partiti, che si ritrova come alternativa al centrodestra. E' impensabile, e questa è anche la raccomandazione del Partito nazionale nella tornata elettorale delle comunali di quest'anno - che è quella che accompagnerà come ultimo atto elettorale delle politiche del 2027 - non riproporre nei singoli capoluoghi di provincia lo stesso schema di gioco. Da qui l'idea di muoversi sulla strada delle primarie che sanciranno il candidato sindaco del centrosinistra. Le forze che non partecipano alle primarie con i propri candidati hanno comunque fatto sapere che saranno della partita successiva, quella delle elezioni, accettando il verdetto delle primarie. A questo punto che primarie siano»

Lei ha già partecipato alle primarie, nel 2014 contrapponendosi a Giuseppe Falcomatà, però oggi lo scenario è diverso.

«Assolutamente sì, allora eravamo più di un candidato della stessa coalizione, ma alcuni paletti restano fissi, nel senso che chi si presenterà alle primarie dovrà poi dare un contributo fattivo in termini anche di costituzione di una lista per quelle che saranno le elezioni. Io l'ho fatto nel 2014 quando ho perso le primarie, l'indomani mi sono presentato ai nastri di partenza con una lista che ha preso un consigliere e per pochi voti non ha avuto il secondo eletto. Quindi diciamo che l'arcipelago del centrosinistra deve essere assolutamente in campo, ben vengano forze nuove, idee che possono essere anche di supporto al linguaggio del centrosinistra, però poi bisogna essere conseguenti, poi bisogna scendere in campo e dare una mano».

Sindaco, ovviamente voi preparerete un programma che vi aiuterà a affrontare queste primarie, ma poi sarà anche la base, se ci sarà una vittoria, di quello che sarà il programma finale. Ecco ci dica qualche elemento.

«Ma guardi, io dico sempre in questi anni che si è chiuso un tempo, si sta chiudendo un tempo, un tempo importantissimo. La città del 2014 era in un modo, la città del 2026 è sicuramente in un altro modo, non solo dal punto di vista visivo, ma soprattutto dal punto di vista di quelle che sono le risultanze del lavoro fatto. Reggio ora è una città credibile, che sta bene e tranquillamente sui tavoli istituzionali, non teme confronti con tutta l'Italia e sa giocare le regole del gioco. Qualche anno fa non era certo neanche lo stipendio dei dipendenti comunali. Oggi io dico che il lascito maggiore che questa amministrazione dà alla città è proprio, magari è immateriale perché non si vede, ma sono i conti apposto. Dico sempre che l'amministrazione comunale è l'azionista di maggioranza di un tessuto economico altrimenti debole. Noi abbiamo fatto 300 assunzioni, abbiamo le partecipate che funzionano, abbiamo professionisti, imprese che lavorano al comune e vengono regolarmente pagati. Ho fatto, fino adesso, l'assessore al bilancio e non ho mai trovato una persona dietro la porta che si lamentasse che non era stato pagato. Sfioriamo tempi, più che europei, ormai abbiamo abbassato sotto i 15 giorni il tempo di attesa di fatture in pagamento. Questi sono facili a dirsi ma narrano di un percorso veramente lungo. Nonostante fossimo in predissesto, poi, abbiamo aderito al patto col governo: noi abbiamo un monitoraggio costante che ci viene fatto dai ministeri preposti, eppure reggiamo, reggiamo bene perché siamo credibili. Abbiamo messo a lavoro dirigenti, funzionari e politica che ha ritrovato credibilità, ripeto, sui tavoli istituzionali».

Ma quale sarà questo secondo tempo nella concezione del sindaco facente funzioni?

«È mettere in sicurezza quello che si è fatto e finalmente proiettarsi a far sì che Reggio possa essere veramente quella città del Mediterraneo, punto di riferimento anche non solo come porta d'Europa, ma come nord del Nord Africa. Per noi c'è un mondo di cui noi possiamo essere interpreti, perché siamo baricentrici nel Mediterraneo. Penso a sviluppare anche i segmenti che sono più nelle nostre corde, dall'enogastronomia, io penso sempre a Reggio come anche un centro di modalità di trasporti importante, un istituto superiore di trasporti, pensare anche alla ricerca. Noi possiamo candidarci veramente ad essere una capitale del Mediterraneo. Siamo in un'area integrata dello Stretto che è decisiva anche per le sorti del Sud. Siamo pienamente nella Zes e finalmente i nostri imprenditori stanno investendo. Noi porteremo nelle prossimi settimane in Consiglio Comunale i primi permessi a costruire convenzionati derivanti dalla Zes. Molti imprenditori reggini stanno approfittando perché hanno ritrovato credibilità, sono imprese importanti nel nostro territorio. Le istituzioni hanno il dovere di accompagnare questi progetti e lo faremo con grande entusiasmo».

Lei non si è espresso fino ad oggi sul programma presentato da Forza Italia nel giorno di San Valentino. Cosa ne pensa?

«Ma io dico che di quella narrazione, di cose ne abbiamo fatte, parecchie le abbiamo fatte meglio, molto meglio. Lo dico perché noi abbiamo messo in pista, l'ho messo io in pista il masterplan della città, poi ripreso egregiamente dall'assessore Malara, ma là trovate tutto, là c'è anche il tunnel. Io ricordo, ho qualche anno più degli altri e quindi posso ricordare anche il primo progetto di Ferroviere dello Stato, 100 miliardi per il lungomare, poi ridotti a 20 per i tempi e si fece il waterfront e l'intubata. Era previsto anche l'altro, poi i soldi sono venuti meno. Ci sarebbe anche da pensare che c'è un tema: quando apri che cosa trovi? La sovrintendenza spesso e volentieri giustamente ci pone dei paletti, però dico, già noi con il nostro masterplan, anche il contributo che dà, non un illustre sconosciuto, ma Rueda che non è l'ultimo arrivato, ci stiamo pensando a pedonalizzare le traverse, a pedonalizzare un'altra parte… c'è già, non è nel nostro programma, è già in fase di realizzazione quello che diciamo».

Ovviamente c’è dell’altro…

«Noi abbiamo fatto veramente grandissimi interventi di rigenerazione, agganciati al sistema dell'MMS regionale, stiamo rigenerando le aree adiacenti alle stazioni ultime di Archi e Gallico, una sinergia con Ferroviere dello Stato, le schede Pinqua che riguardano l'area sotto il Granillo, a Piazza della Pace è partita in questi giorni, il campo Coni di Modena, noi abbiamo messo già a terra molto di più di quello che sarebbe il programma di centrodestra, che è deludente dal punto di vista del contributo. Se vuole la mia opinione, però è chiaro, saranno i temi di campagna elettorale, noi non ci sottraiamo, anzi rilanciamo, le ripeto, finalmente su una visione di Reggio che possa, con il nuovo appeal che ha finalmente riconquistato, proiettarsi su scenari importanti di crescita e di sviluppo».