Lo scorso 31 dicembre è stato inaugurato un tratto della metropolitana di Catanzaro. Sono contento che questi lavori, anche se con una lentezza insopportabile, vadano avanti. Catanzaro, malgrado gli sforzi degli amministratori locali e regionali compiuti negli anni appare oggi in un lento declino con tentativi vari di spoliazione della città soprattutto del suo ruolo geograficamente e storicamente centrale di capoluogo di regione. La metropolitana, quando sarà operativa avrà una funzione di importanza nevralgica. In questo nostro tempo in cui la memoria per molte ragioni appare del tutto affievolita, forse non è inutile ricordare brevemente alcune tappe dell’opera. Quando la Giunta che presiedevo (2005-2010) la progettò insieme alla Cittadella regionale, m’illudevo che le due opere avrebbero avuto, sul piano dei tempi, un cammino parallelo. L’errore di valutazione tecnica fu esclusivamente mio.

Facendo un po’ di storia dell’opera, ricordo che la giunta che presiedevo affrontò nelle sue prime battute il problema dei trasporti in Calabria che in un territorio al 90 per cento di collina e montagna come il nostro, avrebbe sempre dovuto avere una priorità spesso elusa. Si decise all’unanimità di varare un piano che prevedeva un sistema di mobilità per l’area urbana di Catanzaro, una per quella di Cosenza-Rende e un’altra per l’area urbana di Reggio Calabria. La linea d’intervento gravava sul Por Calabria FESR 2007-2013. A Catanzaro, città issata prevalentemente su di un colle, l’opera, di cui si parlava da molti anni, serviva come il pane.

Sul tema incontrai per primo il sindaco di Catanzaro del tempo, Rosario Olivo, che diligentemente affidò in tempi brevi un progetto di fattibilità allo studio Angotti che si rivelò nel tempo all’altezza tecnica dell’impresa. L’opera avrebbe avuto il compito di collegare il centro storico della città con Catanzaro lido ma soprattutto con il palazzo della regione, del quale avevo qualche tempo prima posto la prima pietra, con l’università che già all’epoca esisteva, il nuovo policlinico ed il mercato agricolo alimentare. Devo aggiungere che mia personale ambizione era quella di edificare un nuovo ospedale Pugliese a ridosso del policlinico per costruire una cittadella sanitaria completa al servizio dell’intera Calabria. Ricordo che in maniera informale e discreta ne parlai con il rettore dell’università del tempo, professore Aldo Quattrone insieme ad alcuni professori universitari nel corso di un paio di incontri avvenuti a casa mia. Li trovai per motivi che non riuscii mai a capire fino in fondo, fortemente riluttanti.

Torniamo al tema dei trasporti. Nel 2007 fu firmato un protocollo d’intesa fra le tre città. La regione presentò prontamente in Europa la stesura dei tre progetti e dopo un aggiornamento, tassativamente richiesto dall’Europa, sempre all’unanimità il 7 agosto del 2009 la giunta regionale, facendo i salti mortali, riuscì ad approvare il progetto definitivo entro la fine della legislatura. Sono sempre stato convinto che l’opera di un presidente e della sua giunta si misura su quello che lascia sul territorio ereditato e non su quello che promette.

Non sarei onesto se non ammettessi il valore del supporto tecnico offerto da Salvatore Orlando e dal suo dipartimento. Come ho già fatto altre volte, devo anche ricordare il supporto politico che la Calabria ebbe in Europa da Romano Prodi. Il quale – ricordo – era stato fino a qualche tempo prima presidente della Commissione europea.

Concludo questo mio intervento, affermando senza il timore di essere smentito, che la giunta, nelle varie articolazioni di quei cinque anni fu compatta nel difendere l’opera. All’epoca tutti gli attori politici del tempo, per primi gli assessori, ma anche il Consiglio regionale ricordavano le lacerazioni profonde che avevano attraversato il nostro territorio. Tutti ricordavano i terribili eventi del 1970 che avevano indelebilmente segnato la storia di noi calabresi. Per tale motivo ripeto da qualche anno che è sempre un errore assegnare, come capita in questo nostro tempo, una funzione ancillare alla nostra memoria.