Filomena Greco ha espresso forte amarezza per il metodo adottato dalla maggioranza, che ha voluto portare con «fretta sospetta la legge direttamente in aula». La consigliera, che si riferisce alla legge sul patrimonio olivicolo approvata nell’ultimo Consiglio regionale, ha sottolineato «le pesanti criticità sia nelle procedure che nel merito della legge proposta», evidenziando come si tratti di una normativa strutturale che incide sul patrimonio olivicolo, sull’economia rurale e sulla stabilità idrogeologica della regione. Per questo motivo, secondo Greco, non può arrivare in Aula senza un adeguato e competente esame.

«Chiedere la discussione della proposta in commissione non è ostruzionismo, semmai è un atto di responsabilità istituzionale. Non si può approvare un testo che modifica ben 10 articoli di una legge fondamentale per la Calabria, senza che l'attuale legislatura, appena nata, abbia la possibilità di esercitare la sua doverosa funzione istruttoria di ascolto del territorio», ha dichiarato la consigliera, esplicitando così il suo voto contrario.

Greco ha poi aggiunto: «Non si può passare da un approccio di tutela allo smantellamento del paesaggio calabrese senza consentire al consiglio regionale di valutare e giudicare in profondità l'impatto di mutamento di paradigma, celando dietro la generica dizione di sviluppo economico del territorio agricolo, un vero e proprio attacco alla salvaguardia dell'ambiente agricolo calabrese». La consigliera ha invitato l’Aula ad ascoltare la voce degli imprenditori impegnati nella valorizzazione dell’olio calabrese, ora minacciato dal provvedimento.

Puntuali sono arrivate le osservazioni critiche da parte di Casa Riformista-Italia Viva, a partire dall’abrogazione dell’articolo 2, che definiva gli oliveti storici, secolari e paesaggisticamente rilevanti. «Senza una definizione rigorosa, gli uliveti monumentali della Piana, i terrazzamenti della Locride, gli oliveti storici perdono la loro tutela, il loro ancoraggio giuridico, lasciando il territorio e il paesaggio vulnerabili», ha spiegato Greco, bocciando la cancellazione dell’articolo «protettivo».

Le modifiche introdotte prevedono maglie più larghe per gli obblighi di autorizzazione agli espianti, ridotti a semplici comunicazioni. Per Greco, questa «semplificazione rischia di trasformarsi in un indebolimento eccessivo dei controlli e dare il via libera a una serie di micro-espianti che sommati potrebbero condurre a una desertificazione del paesaggio, cambiandone radicalmente i connotati». La consigliera ha inoltre sollevato l’allarme sul rischio di «conversione massiva, senza limiti percentuali e vincoli ambientali e di paesaggio, con la prospettiva di spalancare le porte ad impianti superintensivi non compatibili con il nostro territorio collinare».

Filomena Greco ha concluso il suo intervento con un appello rivolto a tutte le forze politiche presenti in Aula: «Gli oliveti secolari non sono una cartolina, ma rappresentano il nostro capitale, il nostro patrimonio culturale, la nostra tradizione, presidio ecologico contro il dissesto: un tessuto identitario minacciato dall'allentamento dei vincoli. Per questo mi rivolgo a tutto il consiglio chiedendo intelligente prudenza nel trattare un tema come questo, invitando quindi a portare in commissione il testo per sistemare i passaggi tecnici mancati, ascoltare gli operatori e gli esperti del settore, allo scopo di dotarsi di una legge equilibrata e rispettosa della storia e del futuro della Calabria».

Il provvedimento, votato a maggioranza, ha ricevuto il voto contrario della consigliera.