Il presidente della Regione all’incontro di Pizzo: «Il nostro deve diventare un territorio competitivo e attrattivo». E sul reddito di merito: «Bisogna premiare competenze, talento e risultati»
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«Non dobbiamo chiedere ai nostri ragazzi di restare per amore della propria terra: dobbiamo fare in modo che restare in Calabria sia una scelta conveniente, competitiva e ambiziosa»: lo ha detto - secondo quanto reso noto in un comunicato - il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nel pomeriggio ha incontrato a Pizzo Calabro i giovani impegnati nella Summer School organizzata dall'associazione “L'oro di Calabria”, giunta alla terza edizione e realizzata con il patrocinio della Commissione europea.
«È davvero straordinario - ha aggiunto il governatore - incontrare ragazzi calabresi così giovani che hanno idee così brillanti, che hanno voglia di mettersi in gioco, di confrontarsi con il mondo del lavoro e soprattutto di costruire qualcosa di proprio. Dobbiamo scrollarci di dosso il pessimismo cronico che troppo spesso ha caratterizzato gli ultimi decenni e raccontare una Calabria finalmente diversa: una Calabria nella quale le università sono sempre più luoghi di formazione e di eccellenza, nella quale cresce un tessuto imprenditoriale capace di generare opportunità e nella quale si sta sviluppando di anno in anno un vero e proprio humus territoriale favorevole all'innovazione, alla crescita e alla nascita di nuove imprese».
Occhiuto ha ringraziato «l'associazione “L'oro di Calabria” - in modo particolare il direttore scientifico Francesco Verderami - per questa iniziativa, sottolineando l'importanza di investire sulle competenze e di valorizzare i giovani sulla base del merito. Dobbiamo continuare a lavorare per dare ai giovani il “diritto di restare” - come l'ha efficacemente definito il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, inaugurando due giorni fa i talk serali della Summer School - creando le condizioni per ridurre le disparità e offrire così ai ragazzi una prospettiva di futuro anche in territori oggi più svantaggiati».
«Credo che dobbiamo cambiare anche il modo in cui pensiamo alla valorizzazione del lavoro dei giovani. Nel nostro Paese troppo spesso la crescita degli stipendi e delle responsabilità è legata soprattutto all'anzianità. Nei contesti più dinamici e attrattivi del mondo, invece, viene premiato chi ha più competenze, chi innova, chi produce valore, anche quando è molto giovane. È questa la logica che dobbiamo portare sempre di più anche in Calabria: dare ai giovani la possibilità di crescere rapidamente quando dimostrano talento, capacità e risultati».
«È anche il senso di strumenti come il Reddito di merito: dobbiamo premiare le competenze, accompagnare i percorsi di crescita e dare ai nostri giovani opportunità concrete. Perché se vogliamo che la Calabria sia competitiva, dobbiamo essere competitivi innanzitutto nella capacità di attrarre e trattenere i nostri talenti», ha concluso il presidente della Regione Calabria.

