Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia richiama il contenuto pubblicato dal Pd crotonese: «La stessa pagina ha dato spazio a comunicazioni di soggetti differenti»
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È diventato un caso politico il post di Gioventù Nazionale rilanciato sulla pagina Facebook della Questura di Crotone, relativo all'aggressione subita da alcuni agenti della Polizia di Stato. La pubblicazione ha provocato la reazione di Nicola Fratoianni di Avs, che ha contestato l'utilizzo di una pagina istituzionale per la diffusione di un contenuto riconducibile a un'organizzazione giovanile di partito e ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Interno.
Nel dibattito interviene ora Michele De Simone, presidente provinciale di Fratelli d'Italia Crotone, che respinge la ricostruzione e definisce la polemica «pretestuosa e fondata su una rappresentazione parziale della realtà».
«Esiste un dato oggettivo facilmente verificabile da chiunque, che sembra essere stato completamente ignorato – prosegue De Simone –. La Questura di Crotone ha rilanciato non soltanto un contenuto riconducibile a Gioventù Nazionale, ma anche un contenuto diffuso dal Pd di Crotone sul medesimo episodio».
È su questo elemento che si concentra la contestazione alla lettura di Fratoianni: «Di fronte a questo fatto, sostenere che vi sia stato un utilizzo della pagina istituzionale finalizzato a favorire Fratelli d'Italia significa raccontare soltanto una parte della vicenda».
«Prima verificare l'intero quadro dei fatti»
«Sorprende – evidenzia De Simone – che un parlamentare della Repubblica abbia ritenuto di portare la questione all'attenzione del Parlamento senza prima verificare l'intero quadro dei fatti». Una contestazione che si accompagna a un riferimento diretto alle informazioni ricevute sul territorio: «Evidentemente chi lo ha informato sul territorio non si è dimostrato un osservatore particolarmente attento oppure non gli ha rappresentato tutti gli elementi della vicenda».
Secondo De Simone, dunque, sarebbe bastato verificare i contenuti pubblicati dalla stessa pagina istituzionale per avere un quadro differente
La replica entra poi nel merito del contenuto pubblicato da Gioventù Nazionale: «Nel caso specifico, Gioventù Nazionale ha espresso solidarietà agli agenti rimasti feriti e riconoscimento per la professionalità dimostrata durante un intervento particolarmente delicato». Da qui la sua contestazione all'accusa di propaganda: «Non c'è nulla di propagandistico nell'esprimere vicinanza a donne e uomini della Polizia di Stato che sono stati aggrediti mentre svolgevano il proprio dovere al servizio della collettività».
«La stessa pagina ha dato spazio a soggetti politici differenti»
La parte conclusiva della nota torna così sul nodo centrale della polemica: il carattere istituzionale della pagina e la presenza di contenuti riconducibili a realtà politiche differenti.
«Fratoianni, prima di parlare di propaganda politica – continua il presidente provinciale di Fdi Crotone – dovrebbe considerare tutti i fatti e non soltanto quelli funzionali alla polemica. La realtà è che la stessa pagina della Questura ha dato spazio a comunicazioni provenienti da soggetti politici differenti».
Da questa circostanza, sostiene De Simone, «l'accusa rivolta a Fratelli d'Italia risulta infondata e costruita su una lettura parziale degli avvenimenti».
Nell'ultima parte della nota, De Simone prova quindi a riportare il confronto sull'episodio che ha dato origine alla discussione: «Quello che non possiamo accettare è che un episodio di aggressione ai danni di servitori dello Stato venga utilizzato per alimentare una polemica politica»
E indica quella che, nella sua lettura, dovrebbe essere la priorità: «Oggi la priorità dovrebbe essere una sola: esprimere solidarietà agli operatori feriti, riconoscere il lavoro quotidiano delle Forze dell'ordine e sostenere chi garantisce sicurezza e legalità ai cittadini».


