C'è una sinistra che dice Si al referendum sulla riforma della magistratura. Non solo dice sì, ma è anche convinta di essere dalla parte giusta della storia come hanno ricordato in molti durante il convegno organizzato nei saloni della Provincia di Cosenza.

L'iniziativa ha visto confrontarsi politici e esponenti dell'avvocatura, non solo penale ma anche civile, sul tema. Il senso lo possiamo riassumere nelle parole di Mario Oliverio , che ha concluso i lavori. L'ex presidente della giunta regionale ha ricordato come quella della riforma della giustizia è una battaglia che fa parte del Dna della sinistra, nata proprio per tutelare le fasce più deboli della popolazione attraverso la legge. Concetti che erano stati ribaditi dall'ex ministro Claudio Signorile e dalla deputata Anna Paola Concia, intervenuti da remoto. Anche il costituzionalista, con lunga esperienza parlamentare nelle fila del Pd, Stefano Ceccanti ha ribadito questi concetti.

Oliverio in particolare ha ricordato la riforma Vassalli, ministro socialista , che ha riformato il codice Rocco passando dal processo inquisitorio a quello accusatorio. Una riforma che fu votata anche dal Pci, all'epoca all'opposizione. Tutto cambia nel 1992 quando, sull'onda di Tangentopoli, si è «sviato dal merito per colpa di una magistratura fondamentalista che ha condizionato fortemente il dibattito politico. Nonostante ciò, nel 1997, ci fu la Bicamerale di D'Alema durante la quale alcuni esponenti dell'Ulivo presentarono un emendamento per la separazione delle carriere. Poi la Bicamerale non approdò a nulla - ricorda Oliverio - perché Berlusconi la fece saltare e oggi D'Alema è abile nel dire dialetticamente che quella esperienza non prodousse nulla. Ma l'emendamento c'era. Nel 1999 l'Ulivo che governava fece approvare, con il voto di Forza Italia, l'introduzione dell'articolo 111 della Costituzione. La storia è questa e mi dispiace che oggi esponenti della sinistra facciano un richiamo all'appartenenza e non al merito».

Oliverio fa un richiamo a Goffredo Bettini che al congresso nazionale delle Camere penalizza a Catania si schierò a favore della separazione, mentre oggi ammette di votare no per questioni politiche. «Ci ​​sarà tempo per mandare a casa la Meloni - dice Oliverio - oggi il tema non è questo, ma la difesa di un principio. D'altronde i l referendum fu immaginato dai Padri Costituenti proprio per liberarlo dalle camice delle appartenenze politiche ».

Un intervento appassionato quello di Oliverio, monumento vivente, ha detto l'ex presidente dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza, Ornella Nucci delle distorsioni del nostro sistema giudiziario. L'avvocato ricorda anche l'epopea giudiziaria di Nicodemo Parrilla per contestare un sistema in cui nella fase delle indagini la difesa non ha alcun ruolo . Ancora. «E' impensabile immaginare un Csm in cui un pm deve decidere sulla progressione di carriera di un magistrato giudicante. Quest'ultimo pensate sarà più attento alle sue sorti oa quelle dell'imputato?» Infine la Nucci ne ha anche per il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, cui imputa un intervento tardivo nel Csm.

Al microfono, nel corso della serata si sono alternati diversi avvocati. Come Chiara Penna, penalista e consigliere comunale socialista di Cosenza , che ha detto di sentirsi in imbarazzo per le posizioni politiche nazionali del Psi che continua ad andare dietro ai populismi dei 5 Stelle. Altro intervento significativo è stato quello di Salvatore Perugini, ex sindaco di Cosenza del Pd e avvocato civilista. Questi ha detto che sui ragionamenti per il No prevale il concetto del danno temuto. Non esiste nella riforma nessuna volontà di assoggettamento della magistratura al potere politico. Non solo, ma il giusto processo si potrà effettivamente realizzare solo quando ci saranno in campo due parti messe sullo stesso piano e un giudice terzo. Altri interventi da segnalazione, quello del moderatore, Antonio Palermo, ex sindaco di Mendicino , che ha evidenziato come la necessità di aggettivare la parola processo con “giusto” da sola fa capire che nella giustizia italiana qualche problema c'è. Infine il presidente della Camera penale di Cosenza, Roberto Le Pera, che ha ribadito come per votare questa riforma non bisogna essere né di destra né di sinistra, ma solo cittadini. «E se qualcuno vi dirà che se votate Si siete corrotti, indagati, massoni… non vi preoccupate ci sarà sempre una avvocatura pronta a difendervi».