I parlamentari delle commissioni Affari sociali di Camera e Senato contestano la decisione dell’esecutivo di far uscire la Calabria dal regime commissariale, richiamando i rilievi della Corte dei Conti e le criticità ancora presenti nel sistema sanitario regionale
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«Il governo Meloni continua a trattare la sanità come il pretesto per fare favori agli amici. Ci eravamo ormai abituati ai regali alla sanità privata per favorire Angelucci, ma nell'ultimo Consiglio dei ministri è arrivato anche l'aiutino a Occhiuto, presidente della Regione Calabria e big nazionale di Forza Italia». Lo scrivono in una nota i parlamentari del M5s delle commissioni Affari sociali di Camera e Senato specificando: «Il governo ha infatti deciso di far uscire la Regione dal commissariamento, ma la decisione è finita nel mirino della Corte dei Conti, che ha sollevato diversi dubbi sul merito e sul metodo».
I pentastellati fanno presente: «A parte il fatto che la comunicazione del governo alla Corte era in un primo momento mancante della necessaria documentazione, i rilievi riguardano anche il fatto che il Piano di rientro calabrese non risulta ancora attuato del tutto e che il governo avrebbe fatto leva su un'interpretazione estensiva delle norme. Inoltre, l'esecutivo non sarebbe stato in grado di fornire elementi tecnici 'univoci' che motivassero la valutazione positiva sulla Regione».
E non è tutto: «dai documenti allegati in un secondo momento, infatti, emergerebbero diverse criticità ancora persistenti, partire dalla garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Si tratta dell'ennesima prova che il governo Meloni è allergico alle regole ed è pronto a usare la sanità, sacrificando il diritto alla salute dei cittadini, per distribuire favori agli amici».


