Il commissario regionale azzurro Nino Minardo invoca una nuova proposta politica mentre il governatore rompe il silenzio e annuncia una decisione a breve. Sullo sfondo l’inchiesta che coinvolge l’ex vicepresidente Gaetano Armao
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La maggioranza di Schifani si spacca e la crisi non è più soltanto giudiziaria: è diventata apertamente politica. Il governatore siciliano è finito al centro di un duro confronto interno a Forza Italia, con il commissario regionale Nino Minardo che chiede «un cambiamento netto» e una nuova proposta politica. Una presa di posizione che suona come una bocciatura della gestione dell’attuale governo regionale.
A rendere ancora più incerto lo scenario è lo stesso Schifani, che rompe il silenzio e annuncia: «In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve». Una frase che riapre anche l’ipotesi delle dimissioni, pur senza che il governatore le abbia formalmente annunciate.
Il caso Armao ha fatto da detonatore a una tensione politica già evidente. L’ex vicepresidente, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Palermo per una presunta corruzione, si è dimesso da consigliere giuridico di Schifani e respinge ogni accusa.
Fino a poche ore fa il governatore ribadiva la volontà di arrivare alla fine della legislatura e ricandidarsi. Ora, però, la sua leadership è apertamente sotto pressione: Forza Italia chiede una svolta, le opposizioni ne invocano le dimissioni e il centrodestra siciliano entra in una fase di resa dei conti.
Il futuro politico di Schifani è appeso alle prossime ore.

