Gli ultimi sondaggi fotografano un quadro politico in movimento: Fratelli d’Italia resta primo partito, ma la coalizione di governo perde terreno. L’opposizione unita supera il centrodestra, mentre la fiducia nella premier tiene
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La nuova media dei sondaggi conferma un quadro politico in evoluzione: il centrodestra rallenta, Fratelli d’Italia resta saldamente primo partito, e il campo largo torna a superare, seppure di misura, la coalizione di governo. Un sorpasso che non ribalta gli equilibri, ma segnala un cambiamento di fase nel clima politico nazionale.
I dati
Fratelli d’Italia si attesta al 27,6%, in calo di 0,6 punti, ma conserva un vantaggio ampio su tutte le altre forze politiche. Il Partito democratico resta al 21,3%, mentre il Movimento 5 Stelle sale al 12,9% e AVS si colloca al 6,4%. Nel complesso, il cosiddetto campo largo arriva al 44,1%, superando il centrodestra fermo al 42,9%.
Il dato più interessante, però, riguarda gli equilibri interni alla maggioranza. Forza Italia rimane stabile al 7,7%, mentre la Lega scende al 6,2%. In controtendenza, Futuro Nazionale cresce al 6%, con un balzo di 0,9 punti. Un segnale che apre un possibile nuovo asse competitivo nell’area di destra, soprattutto se il trend dovesse consolidarsi nei prossimi mesi.
La fiducia nella premier
Sul piano politico, la lettura è doppia. Da un lato, Giorgia Meloni continua a godere di una posizione personale robusta: la fiducia nella premier sale al 38,7%, in aumento di 0,6 punti. Dall’altro, il consenso complessivo del suo schieramento mostra qualche crepa, soprattutto nella capacità di tenere insieme tutte le sue componenti e di allargare il perimetro del consenso.
Per l’opposizione, il sorpasso del campo largo rappresenta un segnale utile ma non decisivo. La somma dei numeri non basta ancora a costruire un’alternativa politica pienamente credibile, ma indica che la partita non è affatto chiusa. Se il centrosinistra riuscirà a trasformare questo vantaggio aritmetico in un progetto riconoscibile, il dato sondaggistico potrebbe diventare il primo indizio di una nuova contesa per il governo del Paese.
In questa fase, dunque, il messaggio che arriva dai numeri è chiaro: il centrodestra resta forte, ma non invulnerabile; Meloni mantiene la leadership, ma la coalizione deve fare i conti con una dinamica meno stabile di qualche mese fa. E l’opposizione, per la prima volta dopo una lunga rincorsa, può almeno tornare a parlare di equilibrio. questi i dati al momento. Una fotografia reale.
Ma quello che può cambiare tutto e la nuova legge elettorale, il rispetto alla quale c’è una grande confusione nella stessa maggioranza di governo, mentre il centro sinistra si mantiene lontano e molto critico sull’opportunità di cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto. Tutte legato anche all’inserimento delle preferenze, un ritorno all’indietro molto gradito dagli elettori. Ma non sarà facile inserirle, tenuto conto che nel centrodestra ci sono molti oppositori.
Si cerca una mediazione. Che potrebbe essere questa: capolista bloccato, ma per gli altri candidati sono necessarie le preferenze. Questo potrebbe trovare un certo consenso, sarà difficile anche per il centro sinistra non essere d’accordo. Diversa poi è ancora la scelta che riguarda i collegi, suddivisione del territorio regione per regione. Insomma i giochi sono aperti, ma nel giro di pochissimi giorni sarà presentato in parlamento la proposta finale del centrodestra. Semmai ci sarà.

