«Ho seguito le dichiarazioni nella presentazione a Palazzo Campanella del candidato romano Roscioli. Il candidato, per la prima volta a Reggio Calabria, ha detto di non essere un uomo del territorio. Lo ringrazio per la sincerità: è la cosa più vera detta oggi. Ovviamente, con un candidato che per sua stessa ammissione dice di non essere di questo territorio, non ci si poteva aspettare che venissero anche solo nominati i 71 comuni che fanno parte del nostro collegio». È quanto dichiara il candidato della coalizione progressista, Frank Benedetto.

«Non ho sentito alcuna proposta, ne è stato nominato un singolo paese, una strada, una linea ferroviaria o un solo problema dei cittadini. Hanno candidamente detto che “si cercava qualcuno per un ruolo di quattro mesi, forse un anno”. Quattro mesi.

Non chiediamo a questo territorio di scegliere un deputato, ma di occupare un seggio e con esso la voce che rappresenta. Per loro, queste suppletive sembrano una pedalata sfiancante per tenere in piedi un partito e un equilibrio romano. Ma non è la loro corsa. Il voto di 71 comuni, a differenza di un incarico di partito, non si passa di mano e nessuno può girarlo a un altro per procura. Il 27 e 28 settembre non si sceglie chi tiene in vita un partito, ma chi sa essere il miglior rappresentante delle esigenze dei cittadini del territorio», conclude il candidato della coalizione progressista, Frank Benedetto.