Dalle edizioni critiche dell’Opera Omnia al Parco letterario, fino al convegno internazionale: la Regione sostiene un programma di progetti per riscoprire e diffondere nel mondo l’eredità culturale dell’autore di Gente in Aspromonte
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È stato detto e ridetto: nella notte fra il 10 e l'11 giugno 1956 moriva a Roma, nell'appartamento che si affacciava su piazza di Spagna, Corrado Alvaro. Una morte prematura, per malattia tumorale, che spense a sessantuno anni uno dei massimi scrittori e intellettuali italiani, come attestò allora il coro unanime dei necrologi.
La Regione Calabria non poteva far passare sotto silenzio, in una colpevole indifferenza, un evento come il 70° anniversario della morte. E meritoriamente il presidente Roberto Occhiuto, che ― ricordiamolo a suo merito ― ha mantenuto la delega per la cultura, ha messo in atto una delibera che finanzia alcuni progetti ― i più convincenti ― affluiti negli uffici della Regione: per celebrare una ricorrenza che scaturisce dallo scrittore-icona che più rappresenta la Calabria nel mondo. Ricordiamolo sempre: nato a San Luca, Alvaro è stato definito anche recentemente da Roberto Saviano lo scrittore più importante del secondo Novecento per la complessità della sua opera. Poeta innovativo, romanziere e novelliere e diarista di respiro europeo, grandissimo drammaturgo e anche critico di teatro, fine traduttore e intellettuale e saggista di rilevanza assoluta, giornalista e inviato speciale per un quarantennio, è stato una figura davvero imponente per la polimorfica valenza della sua scrittura e per l’ampiezza dei suoi orizzonti culturali ed ispirativi. Alvaro ha congiunto il microcosmo della Calabria (il paese dell’anima che funge da sostrato a tutto il suo itinerario creativo) e la realtà europea, in cui egli andava ad innestarsi per esplorare la fenomenologia e la patologia della civiltà nuova. Con assoluta originalità, nella sua vastissima opera, ognuno dei due poli ― la tradizione (come ancoraggio dell’identità e della memoria) e la contemporaneità europea ― non si situa con l’altro in un rapporto di opposizione, ma invece è (ri)vissuto alla luce di esso, in un unico sistema circolatorio. Più che mai, oggi, questo scrittore è l’emblema della identità profonda della Calabria, poiché nella sua opera si riassume tutta la plurimillenaria cultura della nostra regione: dalle radici magnogreche a Campanella (cui ha dedicato un memorabile volume), dall’illuminismo ai romantici (e soprattutto a Padula). Alvaro è la memoria storica della Calabria e della sua tradizione intellettuale; ed è, al tempo stesso, fonte di ispirazione per i giovani, poiché ha dimostrato che ogni meta può essere raggiunta e che non esiste un destino negativo, se si nasce in Calabria.
L’11 giugno 2026, a settanta anni esatti dalla sua morte, la luiss, prestigiosa Università romana, ha organizzato ― grazie all’opera sapiente di Francesco Maria Spanò, Direttore del Dipartimento Cultura e calabrese doc di Gerace ― una importante manifestazione: «Corrado Alvaro, Luigi Pirandello, Renato Guttuso: maschere e modernità nel Novecento italiano», finalizzato «a interrogare criticamente il ruolo delle humanities all’interno dell’università contemporanea, con particolare riferimento a un Ateneo come la Luiss Guido Carli, storicamente connesso al sistema produttivo, istituzionale e imprenditoriale», come ha enunciato il curatore. È stata una riflessione interdisciplinare sul Novecento italiano; e da questo splendido evento Alvaro è stato caratterizzato come uno degli intellettuali italiani che più precocemente hanno interpretato le contraddizioni della modernità globale.
Mentre si trascina ancora, davanti al Consiglio di Stato, la penosa vicenda della Fondazione Alvaro, il povero Aldo Maria Morace, distolto in parte a causa di questo fatto dai suoi gravosi compiti istituzionali e scientifici (è difficile per chi non ha mai lavorato scientificamente comprendere cosa questo significhi, in termini di tempo e di stress mentale), ha continuato a fare il cireneo: presiedendo alcune Edizioni Nazionali, fra le quali quella alvariana è per ora la più impegnativa, insieme a quella pirandelliana) e promuovendo le iniziative celebrative alvariane (che la Regione ha compresso nel periodo intercorrente fra l’approvazione della delibera e la fine di questo anno).
Ragguaglierò degli eventi che mi vedono coinvolto come studioso e come presidente del Centro Internazionale di Studi ‘Corrado Alvaro’, che raduna accademici di tutto il mondo, da me allertati e ‘obbligati’ a lavorare su Alvaro, per promuoverne la diffusione. Grazie all’opera mai troppo lodata di Santo Strati, direttore di Calabria_live, è stata pubblicata una monografia, Alvariana, curata da lui e dal sottoscritto, preziosissima per contenuto e prestigio grafico, liberamente scaricabile e destinata a rimanere nel tempo, poiché ospita acquisizioni di tutto rilievo. Poi ho licenziato insieme a Raffaele Giglio, direttore di «Critica letteraria», la più importante rivista letteraria del CentroMeridione, un numero speciale, interamente dedicato ad Alvaro. Confesso di esserne fiero: è la prima volta che ciò accade, dopo molti decenni; e proprio in questi giorni, sempre per l’editore di «Critica letteraria», è stato stampato un corposo volume (cinquecento pagine), che raccoglie una serie di studi critici destinati a innovare fortemente la conoscenza dello scrittore e che è (credo) il primo fra le tante iniziative finanziate dalla Regione.
Ma Alvaro deve essere divulgato: ecco che è in stampa (cartacea) una mia monografia non accademica che i lettori di La C conoscono bene: è uscita a puntate come rubrica in questa nostra meritoria testata, poi è stata raccolta in un volume scaricabile online, sempre su LaC, e ora, rivista e ampliata, esce in edizione cartacea. È destinata alle scuole calabresi, nei tempi e nei modi che saranno stabiliti dall’Assessora Eulalia Micheli, come lo è anche l’antologia alvariana (Le più belle pagine di C.A.) che sto approntando insieme con Giusy Staropoli Calafati, l’autrice del bellissimo romanzo biografico Più che una vita (ovviamente è quella di Corrado). Gli studenti avranno così a loro disposizione due strumenti agili, leggibili, divulgativi ma rigorosi, per conoscere Alvaro: scrittore, ahimé, più citato che letto nella sua terra.
Il 16 novembre, data ormai dietro l’angolo, verrà finalmente istituzionalizzato il Parco letterario dedicato allo scrittore di San Luca. È un’aspirazione di lunghissima data per me; ed essa viene realizzata grazie all’azione propulsiva dell’on. Giusi Princi, che l’ha condivisa da quando gliene ho esposto le linee programmatiche. Devo dire che il progetto definitivo, suggellato dalla convenzione con il Parco Nazionale d’Aspromonte, sua sede naturale, deve non poco , anzi moltissimo, all’entusiasmo e alla concretezza della nostra splendida europarlamentare. Ma su questa iniziativa ― consentitemelo ― ci sarà una specifica puntata del ‘diarietto’ alvariano.
Non poteva mancare un convegno internazionale: Alvaro rivisitato. Nuovi percorsi ecdotici (3-4-5 dicembre): partirà da San Luca, dove a parlare saranno gli scrittori, e poi si trasferirà a Reggio. Le presenze saranno di altissima caratura: non faccio nomi per non fare torto a nessuno. Ma sarà un evento epocale: sicuramente sarà presente Giusi Princi; e mi auguro caldamente che sia possibile per il Sindaco Metropolitano, on. Cannizzaro, che per la città sta esplicando un’attività a dir poco stupefacente, aprire le sessioni reggine, dinanzi a un parterre prestigioso.
È finita? No. Come è ormai notizia vulgata, presiedo la Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Corrado Alvaro (ed è la prima volta, in 150 anni, che uno scrittore calabrese giunge a essere monumentalizzato dalla sua Edizione Nazionale). Di solito il primo volume di queste Edizioni esce dopo due o tre anni: così, ad esempio, è stato per Pirandello. Non sarà il caso di Alvaro: a fine dicembre sarà consegnato per la stampa alla «Nave di Teseo» ― la prestigiosa casa editrice diretta da Elisabetta Sgarbi, che stamperà tutta l’Opera Omnia alvariana ― il primo volume: il Teatro, a mia cura (e contemporaneamente verrà aperto il sito web della ENA ― l’acronimo è facile da interpretare ― liberamente e gratuitamente consultabile da tutti). Nella Biblioteca Universale Rizzoli (la famosa BUR) uscirà nello stesso lasso di tempo, sempre a cura del disgraziato sottoscritto, una nuova edizione di Gente in Aspromonte.
Come sempre, non prenderò un euro, neppure per i rimborsi delle spese. Sono venti e più anni che faccio così per la mia regione. Si nasce in un posto e si è marchiati per sempre: sono orgogliosamente reggino e magnogreco; e credo di non aver fatto poco per diffondere la cultura letteraria della mia terra nel mondo. Ma senza l’apporto della Regione gran parte di queste sontuose realizzazioni sarebbe stato impossibile: lode, dunque, ai governanti illuminati.

