Passaggio decisivo per l’adesione alla Cets e l’ingresso tra le aree protette europee. Il direttore dell’Ente regionale sottolinea risultati e nuova governance operativa
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Si è conclusa nei giorni scorsi l’annunciata e prevista fase di verifica sui territori e con gli attori locali da parte degli organismi preposti, quale atto conclusivo per l’adesione dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria (EPMR) alla Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS). Un passaggio decisivo per l’ingresso in una rete che conta oltre 400 aree protette europee e milioni di visitatori ogni anno. Un traguardo importante che giunge a coronamento di un anno complessivo di iniziative e risultati e che segna un cambio di passo nella capacità di programmazione, presenza territoriale e progettazione dell’Ente. Una virata virtuosa, resa possibile dalla scelta strategica del Presidente della Regione Roberto Occhiuto di riconoscere nei Parchi Marini un asset centrale del capitale naturalistico e uno strumento operativo per costruire un’offerta di fruizione turistica corretta, organizzata e competitiva per l’intera regione.
A tracciare il bilancio positivo del primo anno di gestione ordinaria dell’Ente, dopo dieci anni di commissariamento, ai microfoni di Buongiorno in Calabria, format di LaC Tv condotto da Massimo Clausi con Giada Carino, è stato il primo direttore generale di EPMR Calabria, Raffaele Greco, che ha illustrato i principali obiettivi raggiunti e i progetti avviati e in corso, grazie all’avvio di una governance stabile e finalmente operativa.
Prima di essere chiamato alla guida dei Parchi Marini, Raffaele Greco è stato per quasi trent’anni alla guida della società Nautilus, da lui fondata e resa realtà leader in Italia nel campo dell’oceanografia e dei servizi ambientali. Un’esperienza imprenditoriale e scientifica che ha contribuito a costruire un approccio orientato ai risultati e alla capacità di governare tempi, processi e complessità, oggi trasferito nella nuova fase di sviluppo dell’Ente.
In questo quadro di metodo e di visione si inserisce quello che oggi appare come un principio non negoziabile e che è diventato la rotta ferma dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria: il rafforzamento della fruizione turistica ordinata ed ecosostenibile delle aree marine protette, integrate con l’offerta dell’entroterra, a consolidamento della Calabria come destinazione esperienziale. Non esiste un Piano B all’ecosostenibilità – questa la bussola ribadita dal Direttore generale – che rappresenta una direzione obbligata da perseguire con determinazione e coerenza.
Una scelta che trova conferma anche nei dati della comunità scientifica ed economica internazionale: oltre il 50% del PIL globale dipende direttamente dal patrimonio naturale. È proprio dentro questa consapevolezza che si colloca il dovere della tutela e della corretta fruizione degli ecosistemi, come base del modello di sviluppo e dell’offerta turistica che la Calabria intende costruire.
La direzione è coerente con il quadro internazionale delineato dalle Nazioni Unite che, con l’Agenda 2030, hanno individuato nel decennio 2021-2030 il tempo del restauro degli ecosistemi. In questo scenario globale, la Calabria può giocare un ruolo strategico, inquadrando la tutela di parchi e aree protette non più come vincolo ma come leva di sviluppo, capace di generare valore economico e competitività territoriale.
La prospettiva dei Living Labs, rilanciata nel confronto europeo sviluppato durante la missione istituzionale a Bruxelles con l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, rappresenta un modello che punta a costruire sistemi nei quali le aree protette si connettono in modo strutturale con comunità locali ed economie territoriali. Si tratta di laboratori viventi nei quali è possibile sviluppare buone pratiche replicabili, capaci di tenere insieme tutela, produzione, fruizione e governance responsabile del mare.
L’obiettivo dichiarato resta quello di trasformare i sei Parchi Marini in destinazioni turistiche ecosostenibili, investendo anche sulla ruralità e costruendo un modello integrato nel quale il turismo delle aree marine protette si connette con quello dell’entroterra. In questa prospettiva si inserisce anche l’interlocuzione con l’Assessorato regionale all’Agricoltura guidato da Gianluca Gallo, orientata alla valorizzazione delle filiere agroalimentari di qualità e della piccola pesca artigianale, oltre al rafforzamento del presidio della fascia costiera attraverso attività integrate di tutela ambientale e monitoraggio degli ecosistemi. Temi che saranno al centro della prossima visita in Calabria del Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis.
In generale – ha proseguito Greco – si tratta di una strategia coerente con la natura stessa della Calabria, dove la quasi totalità dei comuni, anche costieri, è a vocazione rurale e dove, in pochi chilometri, è possibile passare dal mare ai sistemi montani, dando forma a una destinazione esperienziale integrata, capace di intercettare una domanda turistica sempre più orientata alla qualità, alla destagionalizzazione e all’integrazione tra natura, cultura e Marcatori Identitari Distintivi (MID).
Nel corso di Buongiorno in Calabria sono stati richiamati anche i temi della pesca del bianchetto e dei porti, insieme alle principali azioni messe in campo, a partire dai progetti di ricerca EDIPO e TECNA Acoustic, nell’ambito della Thematic Annual Programming (TAP) della Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP).
Accanto a queste progettualità, l’Ente sta portando avanti interventi sulla sentieristica, programmi finanziati dal PNRR e obiettivi già tracciati nei mesi scorsi, tra cui la nuova perimetrazione delle aree protette e il rafforzamento della presenza territoriale. In questa strategia si inserisce anche l’Info Point inaugurato a Cetraro, primo tassello di una rete destinata a rafforzare la riconoscibilità e la presenza operativa dei Parchi Marini lungo la costa calabrese, oltre al lavoro avviato verso il settimo parco nell’area di Scilla e della Costa Viola, sviluppato attraverso un metodo fondato sull’ascolto dei territori e sulla costruzione progressiva di nuovi presidi locali.

