La Calabria resta sotto la soglia-obiettivo del 95% per la vaccinazione contro la difterite nei bambini entro i 24 mesi, ma rispetto all’anno precedente recupera terreno e soprattutto riesce a colmare il ritardo nelle fasce d’età immediatamente successive. È questo il quadro che emerge dai nuovi dati pubblicati dal Ministero della Salute, tornati d’attualità dopo la morte a Palermo di una bambina di quattro anni colpita dalla malattia.

Nel 2025, tra i bambini calabresi nati nel 2023, la copertura contro la difterite a 24 mesi si è attestata al 94,19%, contro una media nazionale del 94,46%. Alla Calabria mancano dunque 0,81 punti percentuali per raggiungere il target del 95%, mentre il distacco rispetto alla media italiana è di appena 0,27 punti.

Nel complesso sono 13 le Regioni e Province autonome che non raggiungono il 95%. Tra queste, però, la Calabria si colloca nella parte alta: fa meglio soltanto le Marche, ferme al 94,33%, mentre il Lazio registra esattamente lo stesso 94,19%.

Il dato più interessante arriva dal confronto con il 2024. Un anno fa la copertura calabrese a 24 mesi, riferita ai bambini nati nel 2022, era al 93,34%. In dodici mesi l’indicatore è quindi cresciuto di 0,85 punti percentuali, avvicinandosi sensibilmente alla soglia indicata come obiettivo dalle strategie vaccinali. Nel 2023, invece, il dato regionale era stato del 93,40%. La Calabria, dunque, migliora ma non ha ancora completato il recupero necessario entro i primi due anni di vita.

A 36 e 48 mesi la Calabria supera il 95%

La fotografia cambia se si guarda ai bambini più grandi. Per i nati nel 2022, osservati nel 2025 a 36 mesi, la copertura calabrese sale infatti al 95,45%, superando sia il target del 95% sia la media nazionale, pari al 95,03%. Ancora migliore il dato relativo ai bambini nati nel 2021: a 48 mesi la Calabria arriva al 96,21%, contro il 95,41% registrato complessivamente in Italia.

Numeri che suggeriscono come una parte del ritardo accumulato entro i primi due anni venga recuperata successivamente. Il problema, dunque, sembra concentrarsi soprattutto sulla tempestività con cui viene completato il ciclo vaccinale, più che su una mancata vaccinazione permanente di una quota molto ampia della popolazione infantile.

Il caso di Palermo riaccende l’attenzione

La pubblicazione dei dati arriva a pochi giorni dal caso che ha riportato la difterite al centro dell’attenzione nazionale. Il 20 agosto a Palermo è morta una bambina di quattro anni non vaccinata. Le successive analisi dell’Istituto superiore di sanità hanno confermato la positività al Corynebacterium diphtheriae e la presenza del gene della tossina responsabile della forma respiratoria della malattia.

La difterite è una malattia infettiva acuta e molto contagiosa, trasmessa prevalentemente per via aerea. Nei Paesi industrializzati è ormai rara proprio grazie alle campagne vaccinali, ma non è scomparsa: il Ministero ricorda che continuano a essere segnalati casi sporadici anche in Europa e in Italia.