Coronavirus Calabria, i medici di Reggio brevettano la cura che ha salvato 13 pazienti

Lo studio portato avanti da un team di specialisti del Grande ospedale metropolitano ha coinvolto anche collaborazioni esterne. Il trattamento innovativo ha consentito di intervenire sui danni polmonari causati dal Covid-19: «Siamo riusciti a spegnere l’infiammazione in cinque giorni. Ecco come»

di Elisa Barresi
21 maggio 2020
11:56

Dall’immuno oncologia alla cura del Covid-19. Così dal Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria arriva una terapia sperimentale che potrebbe cambiare le sorti grazie a una cura nata dall’intuizione del primario di oncologia del Gom il dottor Pierpaolo Correale.

La terapia e il progetto

Il progetto ha portato finora al deposito di un brevetto e alla sottomissione di due manoscritti (Frontiers Immunol e Lancet Ecology). Si svilupperanno sul disegno di uno studio retrospettivo caso/controllo con lo studio di eventuali alterazioni immunologiche del compartimento linfocitario T e B. 

Lo studio di un team di specialisti del Gom di Reggio Calabria di un trattamento del danno polmonare acuto legato a Covid19 mediante una tecnica innovativa disegnata in collaborazione con il dottor M. Sitkovskydel“New England Inflammation and Tissue Protection Institute, Northeastern University”, Boston, Massachusetts, e che potrebbe avere implicazioni anche al di fuori dell’epidemia Covid in situazioni di danno infiammatorio polmonare.

«Abbiamo usato il sistema che la natura usa per spegnere le infiammazioni. Semplicemente somministrando dall’esterno, tramite aerosol, una sostanza che ha altre indicazioni terapeutiche, agisce sui recettori dell’adenosina. Siamo riusciti a spegnere l’infiammazione in sole 120 ore, in 5 giorni. Per noi è stato un risultato fortemente inaspettato. Ovviamente è una piccola casistica ma noi non siamo stati fortunatamente colpiti in modo aggressivo come in altre zone. Ma su 6 pazienti in rianimazione 4 di questi hanno risposto immediatamente alla terapia e sono potuti uscire dalla terapia intensiva quindi siamo abbastanza soddisfatti dal risultato».

L’infiammazione dei polmoni

«L’intuizione è nata dal fatto che Sitkovsky aveva già presentato nel 2005 un modello per spegnere l’infiammazione polmonare acuta. E, sperimentandolo nei topi aveva notato che somministrando ossigeno moriva l’85% dei topi mentre se si somministravano gli antagonisti dell’adenosina via aerosol guarivano oltre il 90%. Io ho lavorato a questo progetto per più di due anni ma al contrario. In oncologia cerchiamo di spegnere l’adenosina per riavere la risposta immunitaria ed è successo che ha funzionato».

Un successo tutto reggino

I numeri reggini hanno dato una base su cui lavorare ma adesso occorre fare dei passi successivi come ci spiega il primario di terapia intensiva dottor Sebastiano Macheda che ha intrapreso questa sfida con Correale.

«La tecnica di trattamento messa a punto ha portato alla risoluzione del quadro dispnoico in 13 su 14 pazienti trattati in condizione off label, in sole 120 ore. La tecnica di trattamento è oggetto di brevettazione e pubblicazione editoriale su rivista internazionale ed è al vaglio dell’Aifa per la nascita di uno studio clinico randomizzato su larga scala. È una tecnica innovativa perché non è mai stato utilizzato questo farmaco per questa via e vorremmo sfruttare sia gli effetti potenti anti-infiammatori ma anche verificare l’attività anti-virale di negativizzazione del tampone. Potrebbe diventare un tassello molto importante per la cura al Covid».

Anche le controindicazioni registrate sono state pochissime e il risultato fa ben sperare come spiega il responsabile dell’unità operativa di Terapia Intensiva Massimo Caracciolo.

«Questa è una partenza che ci lascia ben sperare. Si aprono tanti scenari e tante possibilità. L’unico effetto collaterale che abbiamo avuto è stato un bronco spasmo severo che, però, eravamo pronti e abbiamo trattato e ci ha indotto a sospendere il trattamento».

Sono stati trattati pazienti che non rispondevano ad tutte le altre terapie sperimentando quella che potrebbe rappresentare la cura al Covid come confermato dal Commissario Jole Fantozzi.

Gom e gestione del coronavirus

La linea di ricerca della task force del Gom si è ampliata alla luce delle professionalità multidisciplinari presenti nella struttura in collaborazione con centri universitari e di ricerca nazionali e internazionali su altri filoni. È stata effettuata una valutazione osservazionale multicentrica del gruppo Goim/Cipomo (studio Invidia 2) sulla suscettibilità a CoViD-19 e Virus influenzale e dei possibili eventi avversi della immunoterapia con anticorpi inibitori di Pd1/Pdl1 in pazienti con carcinoma polmonare.

Correlazione epidemiologica sul territorio nazionale italiano dell’incidenza regionale e provinciale dell’infezione Covid-19 con la diversa frequenza d’espressione di alleli Hla di classe I A B e C.

«Il Gom ha reagito con grande professionalità, tempismo e coerenza davanti a quella che si temeva potesse essere una pandemia disastrosa». Sono queste le parole con cui esordisce il Commissario Straordinario del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, alla conferenza stampa di presentazione della pubblicazione compilativo-scientifica “Covid-19: il Modello di gestione del Gom di Reggio Calabria”

Il commissario del Gom ha poi inteso ringraziare, ancora una volta, tutti coloro che con vari ruoli, hanno lavorato assiduamente affinché tutto funzionasse per il meglio. Dagli «infermieri ai dirigenti, sanitari, medici, amministrativi, tecnici, tutti, con uno spirito di squadra che non si era mai visto – ha concluso – si sono uniti per portare un contributo determinante alla gestione dell’epidemia».

La pubblicazione dei protocolli dell'ospedale

Modello di gestione del Gom di Reggio Calabria, edito da “Ale Edizioni”, è dunque un compendio ragionato di tutte le misure, le procedure ed i protocolli adottati dall’Ospedale di Reggio Calabria per fronteggiare con efficienza l’emergenza epidemiologica da Covid-19. 

Si tratta di un lavoro di équipe coordinato dal commissario straordinario, Iole Fantozzi, che si caratterizza per la duplice valenza, quella antologica, nella sua veste di raccolta di tutte le attività del Gom in relazione al Covid-19, e quella programmatoria, nell’eventualità di dover fronteggiare una nuova emergenza dello stesso tipo, tanto che è possibile considerare la stessa pubblicazione come la piattaforma di un piano pandemico. 

Spazio alla beneficenza

Altra notizia positiva è rappresentata dal fatto che i proventi delle vendite del libro saranno interamente devoluti all’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria. Questo studio si è sviluppato in parallelo in ambito clinico e di laboratorio e coinvolge centri di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale.

Il personale del Grande ospedale metropolitano coinvolto

I dottori: Pierpaolo Correale, Antonella Falzea, Eleonora Iuliano, Rocco Giannicola, Uoc Oncologia Medica;  Sebastiano Macheda e suo team, Uoc Rianimazione;  Massimo Caracciolo, Uosd Terapia Intensiva Post-Operatoria; Antonella Morabito, Uoc Farmacia; Giuseppe Foti, Carmelo Magano e Team, Uoc Malattie infettive; Antonio Armentano, Nicola Arcadi, Carmela Falcone, e team Uoc Radiologia;  Marco Conte e Team, Uoc Microbiologia; Corrado Mammì, Uosd Genetica Medica; Giuseppa Romeo e team Uosd, Laboratorio di Tipizzazione Tissutale. 

Le collaborazioni esterne

Prof. Michail Sitkovsky, New England Inflammation and Tissue Protection Institute, Northeastern University, Boston, Massachusetts, prof. Antonino De Lorenzo, Section of Clinical Nutrition and Nutrigenomic, Department of Biomedicine and Prevention, University of Rome “Tor Vergata”, Roma, prof. Federico Bilotta, Department of Anesthesiology, Critical Care and Pain Medicine, Policlinico Umberto I, “Sapienza” University of Rome, Roma, prof.  Michele Caraglia, Department of Precision Medicine, University of Campania “L. Vanvitelli”, Napoli. 

 

 

 

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