L’ufficio legale del sindacato ha inviato una diffida al collegio sindacale dell’ente di governance chiedendo immediate modifiche. «Creano disparità tra i lavoratori»
Tutti gli articoli di Sanità
PHOTO
Una contestazione al collegio sindacale di Azienda Zero è stata trasmessa dall’ufficio legale del sindacato Nursing Up allo scopo di «verificare le criticità e adottare i consequenziali provvedimenti, utili per l’eliminazione dei vizi dei provvedimenti». In particolare, a finire nel mirino del sindacato è il regolamento sull'orario di lavoro del comparto e della dirigenza approvato dall’ente di governance regionale e che il Nursing Up non ha sottoscritto perché giudicato «una irregolare imposizione normativa decentrata».
Secondo la sigla sindacale, nello specifico, «l'approccio metodologico di Azienda Zero in questo contesto, così come già verificatosi in altre occasioni, contrasta nettamente con quanto previsto dal vigente CCNL» si legge nella diffida inviata dall’ufficio legale.
Non solo «riducendo all'indispensabile le relazioni sindacali ma nell'adottare il regolamento in questione, ha in concreto operato in palese contrasto con il vigente CCNL e ha, inoltre, determinato una disparità di trattamento tra dipendenti della medesima azienda. In particolare, l’art. 19 comma 5 del regolamento che riconosce - al personale che lavora su turni lavorativi H24 – venti minuti per le operazioni di vestizione e passaggio di consegne, distribuiti in dieci minuti in ingresso e dieci minuti in uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate, contrasta con l’art. 27 comma 14 del CCNL 2022/2024 che, invece, riconosce tale tempo ai lavoratori in modo complessivo, tenendo conto delle timbrature sia in entrata che in uscita, senza mettere alcun tetto».
Tra le altre criticità riscontrate dal sindacato vi è poi «l’art. 22 del regolamento (norme transitorie), ove è stato previsto che "le ore in eccedenza rispetto al normale orario di lavoro effettuate dal lavoratore, inserite nella banca delle ore, si possono utilizzare soltanto come riposi compensativi", quando invece il CCNL all'art. 48 (banca delle ore) prevede che le ore accantonate possono essere richieste da ciascun lavoratore o in retribuzione o in riposi compensativi».
Rileva l’ufficio legale, «in questo caso, al lavoratore, non solo verrebbe "imposto" un riposo compensativo magari non voluto, ma verrebbe inevitabilmente compromesso il diritto di scegliere se avere quelle ore in retribuzione ex art. 48 CCNL, piuttosto che come riposo compensativo». In conclusione per il Nursing Up, «il regolamento anziché esser migliorativo per i lavoratori, nei fatti si pone in netto contrasto rispetto a quanto stabilito dal CCNL 2022/2024.
La inevitabile conseguenza di tutto ciò, qualora non venga immediatamente posto un freno a questa incresciosa situazione, sarebbe la verificazione non solo di un consistente danno ai lavoratori in termini economici, con conseguente inasprimento dei contenziosi, ma di una vera e propria interruzione delle relazioni sindacali a discapito sempre dei diritti dei lavoratori».
Si chiede, quindi, la rettifica del regolamento «in modo da adeguarlo alla normativa di settore vigente, poiché ingiusto ed illegittimo per come adottato».

