Il nuovo bando pubblicato dalla Regione Calabria e dalla giunta guidata da Roberto Occhiuto per reclutare medici, anche dall’estero, non convince Eugenio Corcioni, già presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza. Il suo giudizio è netto: «Un bando così generico non può essere attrattivo» perché a suo avviso non affronta le vere ragioni per cui la sanità calabrese continua a perdere professionisti. Secondo l’esperto specialista, il problema è strutturale e nasce da lontano: «Abbiamo oltre cinque anni in cui non si è investito seriamente nell’organizzazione delle strutture», rendendo gli ospedali calabresi poco competitivi sul piano professionale e umano.

Per il già presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza, la Regione continua a seguire una logica sbagliata. «Non si arriverà mai a una soluzione se si ragiona solo con questa impostazione» spiega, riferendosi a incentivi economici forfettari che, tra tasse e precarietà, perdono ogni reale efficacia. Il vero investimento, chiarisce Corcioni, è un altro: «È costosissimo non di soldi, ma di impegno, di lavoro e di verifica». Senza una riorganizzazione profonda delle aziende sanitarie, nessun bando potrà invertire la rotta.

Dirigenza medica e primari: il cuore del problema

Uno dei nodi principali riguarda la dirigenza. «Il giovane medico va dove viene chiamato per motivi di qualità: è il primario che aggrega il reparto» sottolinea Corcioni, usando un linguaggio diretto e comprensibile. In Calabria, invece, «si sono ridotti i direttori di unità operativa complessa», sostituiti da una miriade di facenti funzione. «Persone fragili, senza ruolo stabile, che faticano a difendere ciò che è doveroso per un reparto». Il risultato è un sistema che respinge, invece di attrarre. Corcioni boccia anche l’impostazione del bando che prevede incarichi temporanei, senza sede certa e senza una guida professionale chiara. «Chi ti deve insegnare la medicina? Chi ti deve aiutare a lavorare?», si chiede.

In queste condizioni, l’attrattività diventa solo apparente: «La vedo molesta» afferma, perché a suo dire non offre né stabilità né crescita. I giovani, semplicemente, non investono il loro futuro in questo contesto. Altro tema centrale è il clima interno alle strutture sanitarie. «C’è un clima infame nelle realtà ospedaliere», denuncia il già presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza, parlando apertamente di omertà e assenza di verifiche. Per cambiare davvero rotta servono controlli continui e interventi mirati: «Così si diventa attrattivi, così si può sperare di avere giovani che siano un investimento per l’ospedale».

Corcioni: «I medici cubani non hanno mai risolto le criticità in Calabria»

Corcioni ricorda di essere stato tra i più critici sull’arrivo dei medici cubani in Calabria. «Non c’è mai stato il riconoscimento dei titoli, quindi il cittadino non è garantito» ribadisce. A questo si aggiungono problemi linguistici e organizzativi: «Il medico italiano finisce per fare anche l’interprete e il lavoro burocratico». Senza contare la questione dei compensi mediati dal governo cubano, definita “offensiva” e già oggetto di rilievi internazionali. Sulla fine del commissariamento annunciata in campagna elettorale, Corcioni riconosce che qualcosa si è mosso, ma mette in guardia: «Non è quella la risoluzione del problema. Se un medico è disponibile a venire, bisogna legarlo giuridicamente, non tenerlo per pochi mesi».

In conclusione, il già presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Eugenio Corcioni lancia un messaggio chiaro alla politica regionale e al presidente Occhiuto: «Il primo investimento non può che essere nel vero software, che sono le persone». La Calabria dispone di una classe medica di alto livello, spesso costretta a lavorare fuori regione. «Questi medici non tornano se non trovano un’attrazione professionale». Senza concorsi seri, primari di qualità e rispetto delle competenze, i bandi resteranno solo soluzioni di emergenza. Di seguito il servizio andato in onda al nostro telegiornale.

La Calabria a caccia di medici stranieri provenienti dall’Unione Europea e anche extra Ue. Il presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, ha firmato un decreto che consentirà a professionisti sanitari di candidarsi per lavorare negli ospedali calabresi. Eugenio Corcioni che ha ricoperto in passato il ruolo di presidente dell’ordine dei medici di Cosenza, si mostra particolarmente critico