Postazioni demedicalizzate, tempi di intervento in aumento, poco personale e demotivato. Sono queste alcune delle ragioni che stamani hanno portato in piazza a Catanzaro un gruppo di operatori del 118, sostenuti dai sindacati Nursing Up e Usb. Le sigle sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione, la prefettura di Catanzaro ha convocato domani il tavolo di raffreddamento. 

Nel frattempo, è andato in scena il sit in, durante il quale gli operatori del 118 hanno rappresentato difficili condizioni di lavoro. «Siamo arrivati alla frutta, non ce la facciamo più, scappiamo da provincia a provincia» ha raccontato Napoleone Stella, infermiere professionale in servizio alla pet di Falerna. 

«La tempistica è aumentata notevolmente e i cittadini aspettano il soccorso e a volte rischiamo anche il linciaggio. Oggi ci saremmo aspettati una manifestazione di massa, speriamo ugualmente che il prefetto ne prenda atto». L’infermiere ha poi puntato il dito contro «ambulanze sempre rotte. Le prendono, le portano in manutenzione ma rientrano di nuovo rotte».

«Oggi lo slogan è vogliamo rispetto, togliere l'indennità di pronto soccorso ai lavoratori del servizio emergenza 118 significa non avere rispetto di questi lavoratori» ha aggiunto il responsabile del Nursing Up, Stefano Sisinni. «In questi anni abbiamo cercato in tutti i modi di fare presente la necessità di costituire un apposito tavolo tecnico per affrontare le criticità ma non siamo stati ascoltati e i problemi sono rimasti : ci sono pet chiuse perché senza personale, ambulanze ferme, non ci sono protocolli, c'è un fuggi fuggi dal servizio di emergenza urgenza.

Stanno scappando i medici, gli infermieri e si sta disperdendo un patrimonio. La riforma non funziona. Invitiamo i responsabili, invitiamo il presidente Occhiuto, invitiamo il dirigente generale del dipartimento Salute a prendere atto di questa situazione e convocare un tavolo dove si possa ragionare sulla situazione grave che oggi persiste».

«Siamo in piazza perché pensiamo che la situazione sia veramente allo stremo» ha aggiunto Vittorio Sacco, responsabile Sanità Usb. «C'è un caos amministrativo per quanto riguarda le pet del 118, ci sono mezzi obsoleti nonostante i contratti che sono stati fatti per acquistarne dei nuovi. Il risultato è che questi mezzi di fatto non ci sono ma vengono usati i muletti vecchi con centinaia di migliaia di chilometri alle spalle, che non riescono a garantire i giusti tempi di interventi né la sicurezza dei lavoratori».