Sin dall'inizio. Come un'alba nuvolosa, compromessa. Come fosse però, questa la sensazione che "pesa", un film scritto e solo da girare.
Il mega appalto per le pulizie all'Asp di Cosenza (non è affatto la prima volta che accade) incrocia Fiamme Gialle su delega della procura. Dopo aver azionato il fiato sospeso in attesa del giudizio di merito del Tar per la controversia (ricorso della seconda) che è civile solo perché il Palazzo che la ospita questo consente. Dentro però, tra le pagine del ricorso, un excursus a tratti inquietante sulla genesi e tutte le movenze di un affidamento chiacchierato ancor prima di nascere.

A partire, manco a dirlo, dal peso specifico e non solo simbolico del senatore di Forza Italia e presidente della Lazio Claudio Lotito. Collega di banco di Mario Occhiuto. Che in Senato si addormenta quando prende la parola Mario mentre poi diventa sveglissimo quando si tratta di presentare emendamenti pesantissimi per la consegna off limits del potere assoluto sulla sanità di Calabria nelle mani del fratello Roberto. Negli ultimi 3 anni in Parlamento ha "fatto" più Lotito per la sanità di Calabria (non per i malati, ovviamente) che una decina di legislature con calabresi dentro.
Questione di "affezionamento", c'è poco da fare. A Lotito piace "questa" Calabria e non a caso segue senza dormire il tentativo di corrente di Roberto Occhiuto prima di Natale a Roma. Naufragato prima di Carnevale. Lotito è lì però, in primissima fila.

La Rti che mette in piedi Lotito per la mega torta delle pulizie degli ospedali della provincia di Cosenza ha un nome forte e fatture di peso (Tim Service) e un marchio di casa, il suo. Snam Lazio Sud.

40 milioni Iva compresa all'anno per 4 anni più uno (più proroghe che verranno, ci sono voluti 12 anni e forti "motivazioni" per rimettere in piedi una gara) fanno gola in giro per il Paese. In gara ci sono tutte le big del settore ma non è "big" proprio la gara stessa. L'importo, la qualità del servizio richiesto, la sua delicatezza, richiederebbero una piattaforma come minimo nazionale che è lì per questo, Consip. Con una finta di corpo l'Asp di Cosenza prima disegna una gara ponte interna proprio in attesa della graduatoria Consip. Poi con un'altra finta ripiega e fa gara tutta in casa. Rinunciando ad un ribasso del 15%, pari a più di un milione e mezzo di soldi pubblici all'anno. Malelingue biforcute, che non sono mai mancate sin dall'inizio, sostengono che la Rti con Lotito dentro non avrebbe avuto i requisiti per Consip. Della serie, meglio spendere di più pur di non estromettere il senatore. Chissà. Ma tant'è. Gara tutta di via Alimena fu. Come in un percorso lastricato di spine e sospetti, però. Sin dall'inizio, appunto.

Commissioni puntualmente rinviate, criteri discrezionali di valutazione cambiati in corso d'opera, a partita in campo. Aziende estromesse post mortem, accoglimento di offerte tecniche "anomale" ed eccezionalmente meritevoli al punto da consentirsi una offerta economica non certo brillante per ribasso.

Si arriva persino, tra sospetti e certezze, a verbali con valutazione di offerte tecniche di fatto mai verbalizzati. Buste che sarebbero state aperte in regime di esoterismo, segretezza. Tutto fuorché par condicio e trasparenza.
Sono i giorni dove addirittura si rincorre tra bar e smartphone un fantomatico bigliettino con le prime e reali valutazioni tecniche della commissione sui concorrenti (Lotito al quinto posto) poi corrette tra penna rossa e matita nella stesura di brutta copia finale. E qui Lotito è primo. Chissà. Il confine tra leggenda metropolitana e materiale inquirente non è sottile. È abissale.

Quel che conta è che tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno Lotito incassa prima l'aggiudicazione della gara e poi la presa di servizio. Ora (nuovamente) le Fiamme Gialle. A colorare un appalto che ha conosciuto un'alba nuvolosa, poco incoraggiante. Nell'auspicio che non debba incrociare un tramonto tra tuoni e fulmini.